Il sindaco di Roccella Ionica, Vittorio Zito, esprime le sue considerazioni sulla tragedia dei migranti, morti a Cutro, pretendendo delle risposte, perchè questo deve essere il tempo della verità.
I parenti dei migranti morti a Cutro sono venuti a piangere sulle bare dei loro cari. Sono venuti dalla Germania, dalla Francia e da altri Paesi Europei.
Perché nessun Afghano, Siriano Iracheno o Iraniano che arriva sulle nostre coste vuole rimanere in Italia. Noi a Roccella lo sappiamo, perché li abbiamo visti a migliaia quando, dopo essere stati soccorsi, prendono il treno per cercare di andare via dal nostro Paese.
Non restano qui, perché qui non vedono futuro per i propri figli, perché l’Italia non da alcun futuro a chi scappa per salvare la propria famiglia. E già di questo dovremmo preoccuparci e vergognarci.
Dobbiamo, però, indignarci di non aver impedito che qui potessero trovare la morte. E per questo, da quella tragica domenica, dico che dobbiamo chiedere e pretendere risposte. Chi e perché non ha qualificato l’intervento di supporto al peschereccio come evento SAR, consentendo così l’intervento della Capitaneria? Esistono direttive o circolari che hanno modificato i protocolli di attivazione di un intervento di Soccorso rendendo le procedure più complesse e quindi meno adatte alle emergenze?
Questo bisogna chiedere, senza discutere di Europa di fenomeno migratorio. Che per queste legittime discussioni c’è tempo. E non è questo, perché questo deve essere il tempo della verità.
Vittorio Zito
sindaco Roccella