Sogna ragazzo, sogna!

Mar, 11/02/2020 - 11:30
I briganti

In Italy questa è stata la settimana sanremese. È stato un caso che io abbia lasciato la Penisola proprio in questo periodo, evitando ogni possibilità di inciampare in qualche novità discografica? Ebbene sì, è stato un caso, un fortuito, amabilissimo caso. Non sono riuscita a evitare del tutto le news, poiché tramite Facebook ho scoperto tutto lo stesso. E sinceramente nulla mi sconvolge, è sempre la stessa musica condita dalle stesse critiche.
Però, vista dall’estero, precisamente dalla Germania, la cosa ha un altro sapore: sembra un piatto che è bello da guardare ma sai che non mangerai, senza acquolina in bocca perché ne hai fatto indigestione. Intanto, camminando per queste vie, mi guardo intorno e in alto cercando un pezzettino di cielo, e il primo raggio di sole sono riuscita a vederlo dopo una intera settimana.
“Una volta era peggio -mi dicono, - il sole non si vedeva mai”. “Tutta colpa del surriscaldamento globale”, e io dentro me cerco di nascondere la felicità che mi provoca questa frase, e rendo grazie a qualsiasi cosa che oggi mi abbia riscaldato il cuore. Domani poi me ne pentirò, ma intanto oggi posso guardare il cielo.
Per strada ci sono altri movimenti, altre storie, altri rumori, meno… rumorosi. La gente parla e io leggo il labiale incuriosita, percepisco parole ma non il senso del discorso, potrebbero dire cose interessantissime o fesserie, non capirei nulla, per ora.
Ma tutto è novità, tutto è vita. La gente è sempre uguale: vuole vivere. Forse qui è un po’ più facile perché i soldi non mancano, ogni ragazzo di diciotto anni può tranquillamente costruirsi un futuro, può sognare un po’ di più. Tutto dipende da te, alla fine.
È sempre così: dipende da te se vuoi scappare da guerre o da routine che non ti piacciono. Puoi scappare su barconi o su aerei: se scendi dal barcone (vivo) sei guardato con sospetto, se scendi dall’aereo ti buttano un tappeto rosso sotto ai piedi.
Ogni ragazzo di diciotto anni sogna, ed è giusto così. Ognuno arriva dove riesce. Forse nella mia terra (e parlo di sud) c’è troppa rassegnazione, forse si è troppo abituati a non puntare troppo in alto per non cadere in malo modo, e quindi camminiamo su percorsi sicuri anche se fragili.
Chissà cosa accadrebbe se un giorno decidessimo di potercela fare. È qui il bello: è tutto ancora da scoprire

 

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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