Siderno: rimpatriati i nostri concittadini bloccati in Australia

Ven, 10/04/2020 - 11:00

A Perth eravamo presi dall’ansia, perché sembrava non esserci una soluzione per poter rimpatriare. Sia il Consolato che la Farnesina ci ripetevano che il Governo non poteva mandare un volo speciale, in quanto gli aeroporti dell’Australia erano tutti operativi e che alcune compagnie aeree garantivano le tratte per l’Italia, (la nostra sfortuna era che la nostra compagnia aveva invece interrotto tutti i voli). Il nostro era un viaggio di vacanza iniziato prima che in Italia iniziasse questo caos e non c’erano più le condizioni per poter restare, in quanto le nostre finanze cominciavano a diminuire e non avevamo copertura sanitaria. Ma veniamo contattati dalla Farnesina che ci dice che, dopo vari accordi stabiliti con il Qatar, avevano messo a disposizione dei voli economici riservati solo ai cittadini italiani che dovevano rimpatriare e di approfittare di quell’offerta, perché dopo il 15 Aprile non si sapeva con chiarezza che fine avremmo fatto, visto che l’Australia si stava organizzando, per prevenzione, al lockdown di tutto il continente, soluzione che ci avrebbe impedito il ritorno a casa. Così siamo decollati da Perth con scalo a Doha e qui siamo rimasti una notte in Aeroporto; il giorno dopo il decollo alla volta di Fiumicino. In questo volo abbiamo incontrato giovani italiani che rimpatriavano perché licenziati in Australia a causa del lockdown. Arrivati in Italia i controlli sono stati tutti accurati e minuziosi, dovevamo compilare le autocertificazioni senza un appoggio per scrivere. Tutto questo mentre ci avviavamo verso l’uscita a fila indiana, distanziati di 1,50 m gli uni dagli agltri. A questo punto ci siamo messi alla ricerca del mezzo per poter rientrare in Calabria. Il nostro volo, che ci doveva portare a Lamezia, era stato annullato, l’unico volo che c’era, era il giorno successivo. La mattina seguente finalmente il decollo verso la Calabria. Una volta saliti e sistemati sull’aereo Alitalia, ho avuto un senso di amarezza e desolazione, sull’aereo eravamo non più di 20 persone. Gli addetti del volo erano tristi, si vedeva dai loro occhi gonfi di pianto che cercavano di accoglierci come meglio potevano, ovviamente erano tutti con le mascherine e ci guardavamo con il timore che potessimo avere il virus. Atterrati a Lamezia un altro iter di controlli di temperatura e compilazione delle autocertificazioni. Finalmente usciti indenni dall’aeroporto ci aspettavano i familiari, sapevamo che non li potevamo abbracciare, ma eravamo felicissimi lo stesso. Il viaggio è durato complessivamente tre giorni. Siamo arrivati a Siderno con l’auto lasciata solo per noi e, grazie alla disponibilità di un immobile che uno zio ci ha messo a disposizione, stiamo trascorrendo con serenità la nostra quarantena in isolamento.
Abbiamo letto i commenti sui social, per questo ci teniamo a dire che non avevamo intenzione di rischiare di contagiare i nostri familiari e tanto meno andare in giro a contagiare l’intero paese. Non è nella nostra indole fare del male a nessuno, per fortuna la stragrande maggioranza hanno capito il nostro disagio e hanno accettato il nostro rientro con serenità. Ovvio che la paura ancora c’è, fino a quando non terminerà la quarantena, di prendere il virus, ma vogliamo tranquillizzare tutti del fatto che da quando siamo usciti dall’aeroporto di Lamezia non abbiamo avuto contatti fisici con nessuno.

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