Scherzetti (elettorali) al citofono

Gio, 06/02/2020 - 20:00
I briganti

Si pensava fossero scomparsi gli scherzi ai citofoni. E invece no! Questa cosa mette allegria, perché ricorda una gioventù felice e spensierata in cui passavi i pomeriggi per strada a giocare con gli amici, e ti facevi tante risate… Però quello fatto da un politico qualche sera fa non era uno scherzo. Eh no. Era uno dei tanti tentativi di attrarre gli ultimi possibili votanti in vista del 26 (“Che facciamo? Denigriamo qualcuno, al solito. Citofoniamo a caso a qualche tunisino, tanto c’è la tv che mi riprende, così tutti mi vedono e prendo più voti”). Sinceramente non è stato molto divertente come scherzo al citofono. Ma burla non era. Invece c’è la violazione della privacy, tra le altre cose che l’ex ministro ha violato così, per non avere niente altro da fare. Molto più simpatico è stato assistere alle domande della sua collega euro-parlamentare Elly Schlein che gli chiede: “Ma perché non siete mai venuti alle 22 riunioni sui negoziati di Dublino? Le norme ingiuste si cambiano ai tavoli, non siete venuti per un anno e mezzo!” E lui ha risposto, sì, ha risposto… ehm no. È fuggito via. Boh. Qualcuno si chiedeva, giorni fa, cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? E io ho risposto che evidentemente è la legge del karma che non sbaglia mai, stiamo scontando qualcosa di brutto, un karma “di popolo”. Sennò non si spiega come in Calabria certi politicanti prendano voti. E non si spiega nemmeno come ancora nessuno abbia il coraggio di alzare la voce contro un governo che tiene il sud per la gola e lo strozza, ma non lo uccide perché gli serve. Gli dà le briciole per mantenerlo in vita. Quando uscirà questo articolo il voto ormai sarà giunto al termine e sapremo di che morte moriremo... o di che morte vivremo. Io confido nella speranza che le cose cambino, che noi ce la faremo, che ci solleveremo, da soli e senza forza fisica ma quella del pensiero, che ha sempre contraddistinto questa terra fin dai tempi di Pitagora. Ce la faremo.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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