Nella città metropolitana di Reggio Calabria scoppia il caso delle false certificazioni universitarie. La guardia di finanza ha messo sotto indagine 10 persone e sequestrato beni per oltre 3 milioni di euro.
Le forze dell’ordine appartenenti al comando provinciale della città di Reggio Calabria hanno eseguito, su ordinanza del procuratore Giovanni Bombardieri, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale.
Sono 10 gli individui imputati di reati di associazione a delinquere, il tutto attraverso false commissioni, truffe e autoriciclaggio di diplomi. Gli accertamenti giudiziari hanno scoperto un finto centro di formazione internazionale, appartenente a un’associazione a delinquere stabile e strutturata, che sarebbe riuscita ad accumulare proventi illegali per milioni di euro, raggirando decine e decine di vittime. Queste ultime ricevevano diplomi di lauree di università straniere con la relativa omologazione o di università italiane telematiche, nonché certificati di conoscenza della lingua inglese e abilitazioni all’attività didattica nell’ambito dell’assistenza educativa. Le lezioni formative, dai costi altissimi, erano organizzate in varie sedi, ma non erano riconosciute dalle istituzioni preposte. In alcuni casi, i titoli venivano rilasciati senza mai aver neanche frequentato il corso, benché meno aver superato alcun esame.