“Le realtà di eccellenza in sanità come in altri ambiti, sono tali per le persone che le compongono e non per ragioni di latitudine”. L’uomo dopo un malore in autostrada è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Spoke di Polistena dove è stato curato.
La buona sanità esiste, anche a queste latitudine e lo dimostra ancora una vola la lettera di Vicenzo Capasso, residente a Fiano Romani che ha invia, all’ospedale Spoke di Polistena.
“Mentre con mia moglie stavamo rientrando con il camper dalle ferie – si legge nelle lettera – mi sono sentito male, da dover accostare e non poter più proseguire. E’ stato chiamato il 112 il quale ha inviato un’ambulanza. Constatata la serietà delle mie condizioni sono stato trasportato all’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena”.
Dopo l’arrivo al pronto soccorso, l’eccezionale assistenza ricevuta, nella lettera ci si sofferma sul successivo ricovero, nel reparto di chirurgia generale, e intervento eseguito dal primario Anastasio Palmanova.
“Durante il ricovero – prosegue Capasso – sono stato assistito da tutto il personale in maniere molto professionale e si è instaurato un rapporto di simpatia e confidenza”. Dopo le dimissioni i coniugi sono rimasti altri 15 giorni con il loro camper nel parcheggio dell’ospedale per essere seguiti nel post operatorio. Anche in quest’ultimo caso la disponibilità, la professionalità e la solidarietà del personale sanitario non si è risparmiata, vicinanza dimostrata anche da molti cittadini di Polistena.
“Ho sentito il dovere morale di scrivere questa lettera – conclude Vicenzo Capasso – per complimentarmi e ringraziare non solo tutto il personale dell’ospedale ma anche i cittadini di Polistena per il supporto, l’accoglienza e la solidarietà dimostrata. Spesso si sente parlare impropriamente della sanità calabrese, e in generale del sud, ma questa mia testimonianza vuole smentire in maniera categorica questa affermazione, sostenendo che le realtà di eccellenza in sanità come in altri ambiti, sono tali non per le persone che le compongono e non per ragioni di latitudine”.