Paolo Graziano: “La ‘Grammatica’ dimostra la grandezza di Guerrisi Parlà”

Mer, 04/12/2019 - 19:00

Non credo che Vincenzo Guerrisi si aspettasse proprio da quest’opera il serto di alloro, come d’altra parte non se lo aspettava da tutti i suoi scritti e in particolare dalle opere che giacciono ancora inedite, poiché Lui era un uomo dotato di una grande riservatezza intellettuale. Non ha mai rincorso il successo, la fama. Anzi, pur essendo stato molto apprezzato dalla critica, sono convinto che egli si sentisse già incoronato poeta dagli stessi bovalinesi, che ascoltavano estasiati le sue poesie; che si riconoscevano spesso nelle situazioni e nei personaggi descritti. Di ciò sono convinto soprattutto ricordando che egli era molto ricercato dalle associazioni culturali e gruppi di persone allorquando si organizzava una serata di svago: non potevano mancare le poesie di Vincenzo Guerrisi!
La “Grammatica Italiana” è un’opera completamente diversa dalle altre. Qui non c’è “u sumeri” che domina la scena, nella società di animali umanizzati, con la pungente satira e… innova la “favola rispetto a Fedro ed Esopo poiché, unico animale/personaggio principale che si ripercuote di favola in favola” (Pasquino Crupi - da “Sutta Sutta” voll. I-II, Vincenzo Guerrisi Parlà). Qui non ci sono gli artigiani degli anni cinquanta che praticavano mestieri scomparsi ormai da decenni e non ci sono nemmeno i personaggi di quei tempi, che tra realismo e folklore erano protagonisti indiscussi dei paesi di quell’epoca.
Qui c’è il professionista, l’uomo che alla scuola ha dedicato tutta la sua vita con pazienza certosina e una fede incrollabile nell’intelligenza e nelle potenzialità degli alunni, che di giorno in giorno diventavano sempre più suoi man mano che ne scopriva le capacità intellettive.
Quest’opera nasce negli anni 50, forse quasi per diletto. Sappiamo che il nostro autore aveva una straordinaria capacità di esprimersi in versi. Le rime gli venivano spontanee. Credo che non gli facesse fatica nemmeno di trasporre in versi un trattato di filosofia. Per questo, penso, che egli  abbia dovuto, per necessità, ai bambini che non conoscevano l’italiano, spiegare qualche argomento della grammatica in lingua dialettale e lo abbia fatto di istinto ai suoi alunni. Pertanto, di giorno in giorno, nella sua mente si è fatta strada l’idea di una serie di appunti che aiutassero alla comprensione delle regole linguistiche. Dal dialetto all’italiano e in rima.
Erano quelli tempi difficili: Tutti i paesi erano isolati dal resto del mondo, per cui tutte le notizie interessanti erano diffuse nell’unica lingua conosciuta: il dialetto. Il dialetto era la lingua madre. La lingua italiana era una lingua straniera, assolutamente sconosciuta. In tempi in cui, per ottenere buoni risultati nell’apprendimento, a volte, si faceva ricorso anche alla violenza fisica, Vincenzo Guerrisi, il poeta dall’animo sensibile, che scrutava la coscienza dei suoi allievi, non poteva adottare una vis compulsiva… Anziché punire, Lui ha cercato di capire quali fossero la difficoltà dei suoi alunni e porvi rimedio. E la difficoltà era la comprensione della lingua Italiana
Abbiamo più volte constatato che la poesia di Vincenzo Guerrisi ostenta tonalità della satira, che diverte chi ascolta e divertendo impegna in una riflessione che è finalizzata a correggere costumi sbagliati. Facendo leva su questo dono di madre natura, nella “ Grammatica Italiana”, i suoi versi e le filastrocche, di alto valore pedagogico, ed esplicative delle regole della lingua italiana, testimoniano come fosse più agevole per lui spiegare e, per gli alunni capire.
Piace ricordare anche che, per quella sensibilità che lo contraddistingueva, il nostro poeta non esitò un solo istante a cimentarsi in un’altra esaltante avventura: insegnare a leggere e scrivere alle grandi masse di analfabeti, che rappresentavano oltre la metà della popolazione. Svolse con successo questa attività nella qualità di socio fondatore della sezione dell’UNLA di Pozzo di Bovalino. Possiamo affermare che egli fu un antesignano del volontariato.
Nasce così quest’opera, che testimonia la grandezza dell’uomo nel risolvere problemi che, a quei tempi, potevano sembrare piccole cose di ogni giorno. Ma che, a distanza di anni, si comprende bene che, invece, erano grandi cose di ogni giorno. È più chiaro lo spirito, l’intenzione. Nella Grammatica italiana Vincenzo Guerrisi Parlà ha dimostrato attenzione e impegno, per la rinascita  “sociale”ed “educativa”, delle generazioni del dopo guerra italiano, consegnando alla storia un’opera unica e geniale nel suo genere e che continuerà a essere viva nel tempo.

Avv. Paolo Graziano
Collaboratore U.N.L.A.

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