Otto ergastoli sulla vostra coscienza

Lun, 07/11/2011 - 10:16
Otto ergastoli sulla vostra coscienza

  Su quella dei garantisti che “bisogna aspettare le sentenze definitive..”. Su quella dei giustizialisti che “secondo la Procura..”. Su quella dei giornalisti che “le indagini dimostrano..”. Sulla coscienza di un intero paese. Non lo si dice, ma il fatto è clamoroso, di una forza dirompente. E' il crollo del sistema giudiziario e civile dell'Italia. Il più mafioso degli attentati forse non è tanto mafioso. La migliore magistratura, i migliori poliziotti, i giornalisti più bravi, forse nessuno di loro è tanto in gamba, o tanto buono. La strage di via D'Amelio. La carneficina di un giudice e della sua scorta. Per vent'anni la sete di verità si è abbeverata alla fonte di Scarantino. Quella di un intero paese, del suo sistema giudiziario, investigativo, informativo, del suo popolo. Tutti hanno applaudito agli ergastoli, o quasi. Eppure era talmente evidente che la mafia, nel suo regno, non avrebbe potuto affidarsi a un poveraccio, piccolo spacciatore tossicodipendente, per organizzare la più grande sfida allo stato.
Come se per assaltare Fort Knox si chiedesse l'ausilio della banda Bassotti. Nessuno ha protestato per quelle condanne improbabili, tanto i reclusi erano gentaglia. Condanne frutto non di un giudice distratto, ma il prodotto del meglio delle forze investigative e giudiziarie, avallato dai giudici di tre gradi di giudizio e da tutta l'informazione. Un disastro, perché se si pensa che il meglio abbia prodotto questo scempio allora ci si chiede cosa possono aver prodotto investigatori e giudici meno esperti o meno buoni? Quanto sono verità quelle contenute nelle sentenze dei tribunali italiani? Quanti innocenti stanno dentro e colpevoli fuori? E non si dica che questo è qualunquismo o retorica, le accuse di questo tipo sono solo fughe dalla realtà. L'Italia è un paese in cui trentasei pentiti non bastano a condannare Andreotti e basta uno Scarantino a far condannare trentasei persone. Un posto in cui venticinque processi non mandano a casa il capo del governo ma basta un rapporto di questura per marchiare a vita milioni di meridionali. Una nazione in cui Tanzi si porta via miliardi di euro e a lui gli riprendono qualche spicciolo e se sei della Locride lo Stato ti confisca anche la biancheria intima del vicino di casa. Otto ergastoli che stanno sulla coscienza di un popolo che batte le mani felice a ogni retata, che osanna procura e questura e fa finta di non sapere che dentro ci finiscono solo i poveracci. Quelli che pagano per tutti, anche per noi. Un sistema che lascia Scarantino per andare a bere da Spatuzza, fingendo di non sapere che il pozzo è lo stesso e la fonte una volta avvelenata lo sarà per lungo tempo. E magari il paese fra vent'anni avrà altri otto ergastoli sulla coscienza.

Autore: 
Fernando Sagado
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