“Quattordicenne uccide per rapina anziana signora; lite tra ragazzi sedicenne in fin di vita. L’aggressore ha diciassette anni, ancora; sedicenne spara e uccide un coetaneo; un quindicenne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti”. Questi titoli se riportati non molti anni fa in qualunque giornale, avrebbero scosso e fatto inorridire ogni lettore. Oggi non più. Oggi la delinquenza giovanile è per molti solo un doloroso dato di fatto ossia un male inevitabile, un argomento da salotto, ed infine un’abitudine.
Domenico Arilli
Eppure la criminalità precoce è una piaga che investe tutti e di cui la società attuale è la prima responsabile. Perché? Vedo di analizzare le cause:
Emancipazione
Oggi il giovane giunge più rapidamente all’emancipazione, partecipa più attivamente alla vita collettiva, è maggiormente non responsabilizzato di fronte ai problemi della vita. Questi sono gli aspetti negativi di un’emancipazione precoce.
Permissività e repressione
La società degli adulti, a cui il giovane è comunque ancora soggetto, dopo avergli concesso determinate libertà, ricorre nei suoi riguardi, a varie forme di repressione ogni qualvolta vede intaccati certi suoi privilegi. Da qui nasce, da parte del giovane, quella carica di ribellione che lo porta spesso a comportamenti di intolleranza e criminalità.
Consumismo
Un altro mezzo che avvicina i giovani al crimine è costituito dal consumismo spinto all’eccesso. La creazione di certi miti quali la moto di grossa cilindrata, la macchina sportiva, gli abiti alla moda, ed ogni altro oggetto dal più inutile al più dispendioso, pubblicizzato in modo maartellante ed ossessivo, spingendo il giovane a considerare ogni bene di consumo come un qualcosa di assolutamente necessario e irrinunciabile, superiore a qualunque altro ideale. Ma non sempre i mezzi del giovane sono sufficienti, ed ecco lo scippo, il furto, la rapina e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
La droga
E ancora la droga, la droga che rende schiavi e poi uccide, il giovane pur di procurarsela è disposto a tutto. Si comincia per curiosità “solo questa volta, così per provare”, le dosi sono a buon mercato, e poi alla prima volta succede la seconda e così via, sempre di più, e sempre di più sale il prezzo dello stupefacente fino a quando il ragazzo è catturato, schiavo e impotente, e lo spacciatore ne dispone come crede, ed il giovane ruba, scippa, rapina, etc.… pur di procurarsi la sostanza. Lo spacciatore per la maggior parte volte è un adulto e il giovane è la sua vittima così come è vittima dei falsi miti, degli ipocriti permissivismi, della mancanza di ideali, tutti fattori trasmessigli dalla società.
La famiglia
Infine la famiglia, che un tempo rappresentava un minuscolo “Stato” con le sue regole, con le sue usanze e i suoi principi ; la famiglia da cui attingere amore e buon esempio, sicurezza e fiducia; la famiglia e la scuola che sono base principali della formazione sono oggi considerate da molti giovani come una specie di parcheggio dell’individuo e disinteressati allo studio, ritenuti luoghi materiali dove soddisfare le esigenze più immediate e dove spesso i genitori dimenticano quanto sia importante il dialogo e la reciproca comprensione con i figli. Ho parlato delle cause partendo dagli effetti. Vedo ora di ricercarne i rimedi.
Innanzi tutto occorre considerare il giovane non come il prodotto di se stesso, unico responsabile del suo comportamento e delle azioni delittuose posti in essere, ma come la risultante delle varie componenti sociali in cui esso vive e si forma e da cui viene condizionato. E’ giusto responsabilizzare il giovane ma è necessario considerare anche l’inesperienza che è causa dei suoi errori; si eviti di attribuirgli responsabilità più grandi di lui per poi punirlo ogni volta che sbaglia; gli si restituiscano certi ideali e principi che vanno spegnendosi; non lo si condizioni al consumismo inteso come unica realizzazione di se stesso; le forze di polizia si colpiscano con estrema durezza i spacciatori e i grossi trafficanti di droga, si rivalorizzino ancora di più le funzioni della scuola e della famiglia, e soprattutto ricordino sempre gli adulti che il loro patrimonio più prezioso è rappresentato dai GIOVANI.