Intimidazione al sindaco di S. Stefano d’Aspromonte

Mer, 23/02/2011 - 00:00

Il Sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte, Michele Zoccali(nella foto), ha subito un grave gesto intimidatorio: ignoti hanno dato fuoco alla sua abitazione di Gambarie, presumibilmente la scorsa notte. Ad accorgersene e dare l’allarme, i Carabinieri della stazione di Santo Stefano guidata dal comandante Carmelo Sarli.
Proprio i carabinieri, infatti, si sono accorti che nella residenza di Gambarie del Sindaco c’era una finestra aperta e forzata, e hanno poi verificato che da lì gli autori del gesto si sono introdotti nella casa con l’intenzione di bruciarla completamente.
Le fiamme, però, hanno fortunatamente causato danni solo parziali all’interno dell’abitazione: i malintenzionati hanno infatti dato fuoco ai divani e ai materassi nelle camere da letto con l’evidente speranza che da lì le fiamme si spargessero alla totalità della casa, ma "forse per un miracolo, non so, sarà stato il freddo" ci ha detto il Sindaco Zoccali, "la struttura è rimasta intatta e i danni sono legati a ciò che s’è bruciato al suo interno e al fumo". Il Sindaco stesso s’è detto "amareggiato in modo particolare per la mia famiglia, perchè non è bello sapere che moglie e figli hanno ansie, preoccupazioni e paure. Sono entrati dentro casa e non può certo far piacere, non è la prima volta che ci fanno atti intimidatori ma questa volta è molto pesante. Ma - assicura - questi gesti non avranno alcun tipo di risultato, perchè noi andremo avanti coesi, con il supporto di tutto il Consiglio, nell’impegno di portare avanti i nostri progetti e le nostre idee".
L’evento ha comunque scosso tutta la cittadinanza del paese proprio perchè è solo l’ultimo di una serie di minacce e intimidazioni che negli ultimi mesi hanno colpito la Giunta guidata da Zoccali. Proprio la Giunta ha espresso tutta la propria "solidarietà al Sindaco", invitandolo a "non fermarsi di fronte a questi vili atti intimidatori e a proseguire nell’azione di governo del paese all’insegna del principio della legalità, per il bene comune". Le indagini per fare luce su quanto accaduto e consegnare alla giustizia gli autori del gesto sono portate avanti dalla stazione dei Carabinieri di Santo Stefano, a cui i vari esponenti della Giunta avevano già denunciato i precedenti atti intimidatori.

Autore: 
Redazione
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