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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 17 Gennaio.

Accadde che:

1929 (95 anni fa): Braccio di Ferro, un personaggio dei fumetti creato da Elzie Crisler Segar, appare per la prima volta con una striscia su un quotidiano. Raggiungerà presto una notevole popolarità, tanto che nel 1933 gli verrà dedicata una serie di cortometraggi animati cinematografici realizzati dai Fleischer Studios e intitolata Popeye the Sailor, da subito molto popolare. In Italia, farà la sua prima comparsa nel marzo 1935 su una tavola dal titolo “Il teatro dei bei tipi“che solo successivamente venne rinominata Popeye. Sebbene la striscia Thimble Theatre di Segar fosse al suo decimo anno, quando Braccio di Ferro fece il suo debutto, il marinaio divenne rapidamente l’obiettivo principale della striscia. Nel corso degli anni, Braccio di Ferro è apparso anche in comic book, cartoni animati televisivi, videogiochi, centinaia di pubblicità e prodotti periferici (che vanno dagli spinaci alle caramelle), e nel film live-action del 1980 diretto da Robert Altman che vide l’esordio cinematografico di Robin Williams, nei panni di Braccio di Ferro. Nel 2002, TV Guide classificò Braccio di Ferro al 20º posto nella sua lista “50 Greatest Cartoon Characters of All Time”.

1988 (36 anni fa): su Canale 5, alle ore 19.05, viene trasmessa la prima puntata di “Casa Vianello”, la sitcom più famosa e longeva della storia della televisione italiana, con un successo tale che l’ultima puntata sarà mandata in onda nel 2007, dopo 16 stagioni e 337 puntate. Nella sitcom Raimondo Vianello appare come un anziano signore irascibile e solitario, che appena ne ha la possibilità, coglie l’occasione per provare a tradire la moglie, ma i tentativi di adulterio vengono sempre sventati da Sandra, che lo picchia e lo insulta ripetutamente dandogli del “porco”. Tratta in malo modo chiunque, tranne le donne giovani e avvenenti e non gradisce quasi mai ospiti in casa, specialmente le amiche della moglie anziane e poco attraenti. Sandra Mondaini, invece, ricopre il ruolo della moglie vivace, ospitale, affabile e accogliente, sempre piena di iniziative con lo scopo di ravvivare la vita coniugale. Giudica il marito noioso, meschino e poco romantico. Gioca a carte e ama le chiacchierare con gli amici e spesso si fa prendere da improvvise manie che si esauriscono nel giro della giornata, come il volontariato, le mostre, la vendite porta a porta, le pulizie, cimentandosi in mestieri completamente nuovi pur di combattere la noia dalla quale è afflitta nella vita quotidiana. I loro battibecchi e le loro iniziative vengono portati avanti sempre in maniera maldestra, all’insegna di equivoci e doppi sensi. Dunque, è la quotidianità della vita dei due coniugi al centro della sitcom, ed alla fine della giornata i due si ritrovavano in camera da letto, con Sandra che chiudeva le puntate con la celebre frase: “Che barba, che noia”, ammettendo di essere stufa di una vita così piatta e, dopo aver dato la buonanotte al marito, scalciava sotto le coperte. Nel frattempo, Raimondo, imperturbabile osservava tutto con il suo solito sguardo e con la Gazzetta dello Sport tra le mani.

Nato oggi:

1892 (132 anni fa): nasce, a Palizzi, Bruno Miseferi rivoluzionario, poeta e matematico. Si laurea a Napoli nel 1923 in ingegneria mineraria. Ha vissuto per l’ideale anarchico, che propagò con l’azione e la parola e, per questo, subì persecuzioni che lo obbligarono ad andare esule di terra in terra, soprattutto in Svizzera. Nel 1922 sposa una giovane ragazza svizzera di nome Pia Zanolli, che gli rimarrà a fianco per tutta la vita e, dopo la sua morte, si prodigherà, perchè la memoria di Bruno continui perpetua. Conobbe e fu compagno nell’azione degli anarchici Errico Malatesta, Camillo Berberi, Armando Borghi e Giuseppe Di Vittorio. Della sua intensa attività rimane un libro: “Diario di un disertore”. La sua vita e il suo pensiero, invece, è stata raccontata dalla moglie nel volume: “Utopia? No”; mentre l’intera sua martoriata esistenza dal fratello Enzo: “Bruno, biografia di un fratello”. Muore, a Roma, il 12 giugno 1936.

 

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