Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 31 Luglio.
Accadde che:
1928 (95 anni fa): Elizabeth Robinson vince i 100 metri piani alle Olimpiadi. È la prima gara femminile di atletica leggera nella storia. Dopo una serie di false partenze, Elizabeth, detta Betty, rimase concentrata e vinse con il tempo di 12″2. Nella stessa edizione dei Giochi Olimpici si aggiudicò anche un argento nella staffetta 4×100 mt. Al ritorno da Amsterdam l’atleta, non ancora diciassettenne, fu accolta in patria con tutti gli onori: vennero organizzate due parate, una a Broadway e una a Chicago e la sua scuola la premiò con una coppa d’argento, mentre i suoi concittadini fecero una colletta per regalarle un orologio con diamanti. Arrivò all’atletica per caso, a sedici anni: dopo averla vista correre per non perdere il treno, un’insegnante le fece fare un test cronometrato lungo il corridoio della scuola. Solo quattro mesi prima delle Olimpiadi fece la sua prima competizione all’aperto e già al debutto stabilì il nuovo primato mondiale sui 100 metri.
1941 (82 anni fa): il leader nazista Hermann Goring inizia a pianificare la Soluzione finale della questione ebraica, essa prevedeva l’eliminazione di tutti gli Ebrei europei con il gas, la fucilazione o altri mezzi. I Nazisti usarono spesso termini eufemistici per celare la vera natura dei loro crimini, ad esempio, utilizzarono l’espressione “Soluzione Finale” per indicare il piano per l’annientamento della popolazione ebraica. Il genocidio e la distruzione di massa degli Ebrei rappresentarono il culmine di un decennio caratterizzato da misure discriminatorie sempre più dure. Dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania, nel 1939, invasione che segnò l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, le politiche anti-ebraiche vennero intensificate, fino a comprendere l’incarcerazione prima, e l’assassinio, poi, della popolazione ebraica europea. I Nazisti, in un primo momento, costituirono i Ghetti, dove gli ebrei vivevano in condizioni di sovraffollamento e di malnutrizione. In seguito, i centri di sterminio, creati esclusivamente per l’eliminazione di massa. Le SS tedesche e le unità di polizia uccisero quasi 2.700.000 Ebrei nei campi di sterminio, tramite asfissia con gas velenoso o tramite fucilazione. Circa sei milioni di Ebrei, uomini, donne e bambini, vennero uccisi nell’Olocausto, cioè i due terzi degli Ebrei che vivevano in Europa, prima della Seconda Guerra Mondiale.
Scomparso oggi:
1944 (79 anni fa): muore, nel mar Mediterraneo, Antoine De Saint-Exupèry scrittore, aviatore e militare francese. Nato, a Lione (Francia), il 29 giugno 1900, è conosciuto nel mondo per essere stato l’autore del famoso romanzo “Il piccolo principe”, il testo più tradotto se si escludono quelli religiosi e per i suoi racconti sul mondo dei primi voli aerei, tra i quali “Volo di notte” e “L’aviatore”. Orfano di padre a soli quattro anni, viene amorevolmente cresciuto dalla madre. Punto decisivo nella sua vita è l’anno 1921, quando parte per il servizio militare e viene mandato a Strasburgo per diventare aviatore. Ottiene la licenza di pilota nel 1922 e torna a Parigi dove inizia a dedicarsi alla scrittura. Dopo l’invasione della Francia, nella Seconda guerra mondiale, entra nell’aviazione militare e compie diverse missioni di guerra, nonostante sia considerato inabile al volo a causa dei troppi malanni. Viene, comunque, insignito della Croce di Guerra. Il 31 luglio parte per la nona ed ultima missione, con l’obiettivo di sorvolare la regione di Grenoble-Annecy. Non tornerà più: viene dato per disperso e non se ne saprà più nulla. Antoine fu un idealista, un pilota coraggioso, un uomo di grandi passioni con una vita sentimentale tormentata e infelice. Ciò che lo ha reso straordinario è stata la letteratura che per lui era la vita stessa, indissolubile. Il suo romanzo più noto è senza dubbio “Il Piccolo Principe”, una favola dedicata all’amico Léon Werth, una sorta di dialogo tra un adulto e un bambino, dove il Piccolo Principe rappresenta un’età che spesso gli adulti dimenticano di aver vissuto, e attraverso la sua figura, l’autore dà nuova vita al mito dell’infanzia, dove tutto è meraviglia e stupore. Ancora oggi viene ricordato come “Eroe romantico”, un uomo lontano, sfumato, quasi irreale, sia per la sua vita avventurosa che per la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose all’età di 44 anni.