Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 12 Giugno.
Accadde che:
1964 (58 anni fa): in Sudafrica, Nelson Mandela viene condannato all’ergastolo con l’accusa di alto tradimento. Leader dell’African National Congress, Mandela ha guidato per anni la lotta contro l’apartheid, il regime di segregazione razziale imposto alla popolazione nera del Sud Africa. Inoltre, una volta diventato avvocato, difende i diritti della popolazione nera dal potere dei bianchi razzisti. Mandela trascorrerà in carcere 26 anni. Nel discorso pronunciato di fronte ai giudici del tribunale, prima del verdetto, afferma: “Più potente della paura per l’inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in questo paese… non ho dubbi che i posteri si pronunceranno per la mia innocenza e che i criminali che dovrebbero essere portati di fronte a questa corte sono i membri del governo”. All’inizio della sua attività avrà come esempio la non violenza di Gandhi. In seguito, deluso dai risultati avuti, non esclude la lotta armata per conquistare la dignità al suo popolo. È stato protagonista, insieme al presidente de Klerk, delle trattative che portarono all’abolizione dell’apartheid all’inizio degli anni Novanta, venne eletto presidente nel 1994 nelle prime elezioni multirazziali del Sudafrica, rimanendo in carica fino al 1999.
1965 (57 anni fa): i Rolling Stones lanciano la celebre canzone Satisfaction, scritta da Mick Jagger e Keith Richards e prodotto da Andrew Loog Oldham. La rivista Rolling Stone l’ha collocata alla seconda posizione nella “Lista delle 500 migliori canzoni”. Satisfaction fu un successo senza precedenti, portando il gruppo per la prima volta in vetta alla Billboard Hot 100 per quattro settimane. In Europa la canzone fu inizialmente trasmessa solo da alcune emittenti pirata, perché quelle ufficiali ritenevano il testo del brano troppo sessualmente esplicito. Uscì ufficialmente soltanto ad agosto, ma non venne inserita in Out of Our Heads, dato che all’epoca non era consuetudine inserire negli album tracce pubblicate in precedenza. Il testo del brano, un inno all’insoddisfazione giovanile, si dichiara apertamente contro il consumismo, cosa che fece percepire la canzone come un attacco allo status quo sociale dell’epoca.
Nata oggi:
1929 (93 anni fa): nasce, a Francoforte sul Meno (Germania), Anneliese Marie Frank, chiamata da tutti Anne giovane ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti. In seguito alle leggi razziali emanate da Hitler, nel 1933 la famiglia Frank si trasferì ad Amsterdam. Anna è una ragazza vivace ed estroversa. La situazione, per gli abrei, comincia a precipitare già a partire dal maggio del 1940: sono costretti a cucire sugli abiti la stella giudaica; sono privati di tutti i mezzi e beni propri. Così, il padre di Anna, Otto, cerca un posto sicuro dove rifugiarsi: ciò perché numerose famiglie ebree, con il pretesto di essere spedite nei campi di lavoro in Germania, sparivano nel nulla; sempre più insistenti, inoltre, correvano voci sulla creazione, da parte dei nazisti, delle camere a gas. Nel mese di luglio del 1942 una lettera getta i Frank nel panico: si tratta di una convocazione per la sorella maggiore Margot, con l’ordine di presentarsi per un lavoro ad “est”. Pertanto, l’intera famiglia si trasferisce nel rifugio trovato da Otto, un appartamento proprio sopra gli uffici della ditta in cui lavorava. L’ingresso è nascosto da uno scaffale girevole, contenente alcuni schedari, a loro si aggiunge un’altra famiglia di rifugiati. Dal 5 luglio 1942, le due famiglie vivono recluse nell’alloggio segreto, senza mai vedere la piena luce del giorno per via dell’oscuramento alle finestre. Anna passa il tempo a scrivere le sue memorie in un diario. “Il diario di Anna Frank” diventerà una cronaca preziosissima di quei tragici due anni: una descrizione minuziosa delle vicissitudini di due famiglie costrette a convivere in pochi metri quadrati di spazio. Al 1 agosto 1944, risale l’ultima pagina del diario, poi più nulla. Venerdì 4 agosto 1944, la polizia tedesca, fa irruzione nell’ufficio e nell’alloggio segreto dei Frank, grazie ad una soffiata. Tutti i rifugiati ed i loro soccorritori vengono arrestati e portati nei campi di concentramento. Le due sorelle Margot ed Anna sono colpite dalla scabbia e ricoverate in un reparto apposito. La madre Edith Frank le segue, per non lasciarle sole. Rimane con loro fino al 28 ottobre, quando le due sorelle vengono trasferite al campo di Bergen-Belsen, in Germania. Edith rimane ad Auschwitz, dove morirà di denutrizione e di dolore il 6 gennaio 1945. Nel mese di febbraio 1945 le sorelle Frank vengono colpite dal tifo. Malate e denutrite si spengono ogni giorno di più: Margot muore per prima, Anna resiste altri due giorni. Non si conosce la data esatta della morte di Anna, ma approssimativamente avviene tra il mese di febbraio e quello di marzo 1945. Tre settimane più tardi le truppe Alleate inglesi liberano il campo di prigionia. L’unico sopravvissuto della famiglia è Otto Frank, con il permesso, “Il diario di Anna Frank” viene pubblicato nel 1947.