Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data dell’8 giugno.
Accadde che:
452 (1570 anni fa): Attila, re degli Unni, invade l’Italia. Devastò Aquileia e giunse fino alla Pianura Padana, dove si attestò presso Mantova, alla congruenza tra il fiume Po e il Mincio. Qui venne raggiunto, anziché dall’esercito romano, da una missione diplomatica inviata dal senato romano e capeggiata da Papa Leone I. Dopo l’incontro con il pontefice, Attila, il “Flagello di Dio” (così definito dalla tradizione occidentale) si ritirò con il suo esercito, rinunciando di fatto a conquistare Roma. La leggenda, nata successivamente, racconta che furono la figura sacrale e le parole del papa a convincere Attila a rinunciare ai suoi propositi di conquista. Più probabilmente, a farlo recedere fu la minaccia degli eserciti dell’imperatore d’Oriente, Valentiniano III o per la stanchezza delle truppe. Infatti, in breve tempo, esse consumarono tutte le riserve di cibo e di foraggio che i campi potevano offrire. Costretti a mangiare cibo scarso e andato a male e a bere l’acqua del fiume inquinata dalle bestie uccise che vi galleggiavano, si erano ammalate di dissenteria. Attila ritornò in Romania, qui l’anno seguente fu assassinato da alcuni parenti proprio la notte del matrimonio con Ildico, una delle sue molte mogli. Il suo vastissimo dominio, privo di qualunque struttura statale, si dissolse rapidamente.
1985 (37 anni fa): esce “La vita è adesso” di Claudio Baglioni, che con 4 milioni di copie all’attivo è ancora l’album più venduto di sempre in Italia. Inoltre, restò in classifica per un anno e mezzo e al primo posto per 27 settimane consecutive. È una sorta di concept su una giornata di un uomo qualunque degli anni ‘80, stratificato e complesso. L’album ha segnato il ritorno del cantautore sulle scene dopo il grande successo di “Questo piccolo grande amore”, con un look e un sound rinnovato. Nel 1985 Claudio Baglioni, scelse il palcoscenico di Sanremo per riproporre “Questo piccolo grande amore”, uno dei suoi più grandi successi. Quello che apparve al teatro Ariston era un Baglioni completamente rinnovato: via i “capelloni”, capigliatura più corta, giacca larga, camicia non aperta, ma sobriamente chiusa. L’apparizione a Sanremo non fece altro che accrescere l’attesa per il suo nuovo disco, “La vita è adesso”, che uscì in estate, a quattro anni dal precedente “Strada facendo”. Per registrare l’album il cantante scelse l’Inghilterra: i Manor Studios a Oxford e la The Town House a Londra. Il titolo originale dell’album era “Un bar sulla città”, in omaggio a uno dei più noti bar di Roma: lo “Zodiaco”. Il locale svetta sulla collina di Monte Mario e da lì si può godere un panorama mozzafiato della Capitale. Fu proprio ad uno dei tavolini dello “Zodiaco”, infatti, che Baglioni scrisse praticamente tutti i testi dei dieci brani, aiutato anche dalla moglie Paola.
Scomparso oggi:
1999 (23 anni fa): muore, a Roma, Corrado Mantoni conduttore televisivo e radiofonico. Nato, a Roma, il 2 agosto 1924 ben presto la sua attenzione viene rapita dal magico mondo dello spettacolo, che nel ventennio fascista, nel periodo di guerra e nel dopoguerra, rappresenta anche una fabbrica di sogni. Corrado è dapprima chiamato a raccontare agli italiani i loro drammi lavorando prima come speaker ufficiale, grazie al bel timbro naturale della sua grave voce, dalla eccellente dizione, che presto diventa quella ufficiale della radio italiana; poi diventa presentatore, che all’epoca, in radio era il coronamento della carriera. La sua voce diventa la voce degli italiani. Anche Umberto Eco ne tesse elogi. Corrado conosce i congiuntivi, la consecutio temporum, e la sua parlata è misurata, ma ha grande ricchezza terminologica e proprietà di linguaggio. Nel 1961 arriva il tempo del suo primo programma televisivo: conduce le premiazioni, i programmi celebrativi, i galà del sabato sera, i concerti. Nel 1982, opta per la tv commerciale e reinventa su Canale 5, la fascia di mezzogiorno, allora inesistente. Il programma è “Il Pranzo è servito”, un controquiz, più che un quiz, sicuramente uno dei giochi più amati degli anni ’80. Nel 1986, il conduttore porta in TV un programma radiofonico, esperimento mai riuscito prima, e presenta “La Corrida”, per oltre dieci anni, rinnovandolo con umiltà, fino a quando nel 1997, per la prima volta, sorpasserà il programma di punta del sabato sera RAI abbinato alla Lotteria. Uno dei suoi pensieri più significativi è il seguente: “La stessa vita è un attimo fuggente. Ma sto filosofeggiando. Ognuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza e non dirsi ‘sono bravo’ a meno di non essere un Charlie Chaplin, un Roberto Rossellini, un Vittorio De Sica: pochi di noi possono lasciare un segno nella vita dello spettacolo come, per esempio, ha fatto Ettore Petrolini, che continua ad aleggiare su ciascuno di noi che conduciamo o scriviamo programmi. Penso che se dall’aldilà vedessi scritto ‘Via Corrado Mantoni’, su una strada, mi verrebbe da ridere, perché credo che passato il mio momento la gente se ne scorderà”. Invece, la gente non l’ha mai dimenticato e, a lui è dedicata una via nel quartiere in cui ha abitato, nel IV municipio di Roma, Casale Nei.