Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 12 Luglio.
Accadde che:
1903 (118 anni fa): viene aperta al pubblico, per la prima volta, Villa Borghese, il quarto parco pubblico più grande della capitale, dopo l’area pubblica del Parco regionale dell’Appia Antica, Villa Doria Pamphilj e Villa Ada. L’ampia area contiene spazi di vario genere e dal grande valore non solo naturalistico (come i giardini all’italiana e quelli di stile inglese), ma anche storico-culturale tra monumenti, musei e bellissime fontane. Il nucleo della tenuta era già di proprietà dei Borghese nel 1580, il possedimento fu ampliato con una serie di acquisti e acquisizioni dal cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V e futuro patrono di Gianlorenzo Bernini, con l’intento di crearvi una “Villa di delizie” e il più vasto giardino costruito a Roma dall’antichità. Nel 1606 la realizzazione degli edifici fu affidata dal cardinale agli architetti Flaminio Ponzio, gli architetti furono affiancati dal giardiniere Domenico Savini da Montelpulciano e dall’intervento anche di altri artisti, quali Pietro e Gianlorenzo Bernini, la villa fu completata nel 1633. Per quanto riguarda il parco, invece, con l’ausilio degli architetti Antonio e Mario Asprucci venne adornato il Giardino del Lago e in generale tutta l’area verde fu abbellita di fontane e piccoli edifici, che permettevano di deliziare lo sguardo con delle viste panoramiche mozzafiato. Nei primi anni dell’Ottocento fu Camillo Borghese ad ingrandire ulteriormente la zona, acquistando i terreni che andavano verso Porta del Popolo e Porta Pinciana. E così, a poco a poco, cambiò anche lo stile del giardino, che si trasformò con atmosfere tipicamente inglesi. I proprietari della tenuta introdussero l’abitudine di ospitarvi i visitatori per delle passeggiate nei giorni festivi e, in alcune occasioni, si organizzarono anche feste e balli popolari. Nel 1901 l’ampio terreno fu acquistato dallo Stato italiano, che due anni dopo lo cedette ufficialmente al Comune di Roma. La compravendita fu portata a termine per una somma di 3 milioni di lire (che oggi sarebbero all’incirca 10 milioni di euro) e assunse il nome ufficiale di Villa Comunale Umberto I già Borghese anche se, nel linguaggio comune e agli occhi del mondo, ben presto sarebbe diventata nota e ammirata semplicemente come Villa Borghese.
1962 (59 anni fa): esordio ufficiale dei Rolling Stones al Marquee Club di Londra. Era un giovedì e, come ogni giovedì, al Marquee Club in programma c’era una serata blues. La band che doveva esibirsi, la Blues Incorporated, quella sera non si presentò in quanto impegnata per un’apparizione in tv sulla BBC. A sostituirla ci pensò un gruppo di sei fan accaniti: tra loro vi erano Brian Jones, Mick Jagger e Keith Richards. Il giorno prima del concerto, Brian decise di suonare con il nome di Rollin’ Stones, dal nome di una canzone del bluesman Muddy Waters. Gli altri componenti erano Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria). La gente rimase estasiata dalla carica della loro musica, il primo disco degli Stones sarebbe uscito a distanza di due anni da questo concerto, ma è nel 1966 che la band si consacra grazie all’uscita di “Aftermath”. È una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni di quella miscela tra rock e blues, evoluzione del rock & roll anni cinquanta, da loro rivisitato in chiave più dura con ritmi lascivi, canto aggressivo e continui riferimenti ai disordini socio-politici, sesso e droghe. Gli Stones furono da subito contrapposti ai più rassicuranti e già celebri Beatles, tale contrapposizione venne in realtà creata ad arte dai manager degli stessi Rolling Stones i quali in realtà, come dichiarato più volte dallo stesso Jagger, avevano per i quattro di Liverpool una grande ammirazione. I Rolling Stones costituiscono una pietra miliare nell’evoluzione della musica rock del XX secolo, avendo dato voce al malcontento e di conseguenza alla protesta di intere generazioni. Nella loro carriera hanno venduto più di 250 milioni di copie, tra dischi e supporti fonografici vari. Hanno pubblicato trentacinque album in studio, diciotto album dal vivo e numerose raccolte.
Nato oggi:
1904 (117 anni fa): nasce a Parral (Cile) Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto pseudonimo di Pablo Neruda poeta, diplomatico e politico. È considerato una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea, definito da Gabriel García Márquez “Il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua”. La sua opera poetica comprende un’impressionante antologia di testi fra i più alti della poesia moderna di lingua spagnola. Il futuro poeta comincia presto a mostrare interessa per la letteratura; il padre lo avversa, ma l’incoraggiamento arriva da Gabriela Mistral, futuro Premio Nobel, che sarà sua insegnante durante il periodo di formazione scolastica. Il suo primo lavoro ufficiale come scrittore è l’articolo “Entusiasmo y perseverancia”, pubblicato a soli 13 anni sul giornale locale “La Manana”; mentre a 19 anni pubblica il suo primo libro: “Crepuscolario”. La guerra civile e il suo temperamento drammatico lo spinsero sempre più a precisi impegni politici. Nel 1944 tornò in Cile e fu eletto senatore; ma un’accusa di tradimento lo costrinse ben presto a esulare in Messico, da dove compì lunghi viaggi in Europa. Con l’avvento alla presidenza della Repubblica di Allende, fu nominato ambasciatore a Parigi. Il sentimento riacquista allora importanza e la personalità intensa e drammatica del poeta si fa luce con versi che sembrano scritti, come disse Lorca, «più che con l’inchiostro, con il sangue». La società borghese, giudicata corrotta e ipocrita, è presa continuamente di mira con attacchi violenti alle convenzioni e ai sentimenti codificati. il dolore, l’umiliazione, la speranza sono i temi ricorrenti della sua produzione, accompagnati da una vena di profondo calore umano, che riesce a dare spesso pagine d’intensa poesia. Neruda ha scritto concentrandosi su tutti i sensi: sentire, annusare, guardare, ecc, allo scopo di trasmettere quella verità al lettore e fargli inserire la sua poesia, riuscendo a dare emozione e respiro a tutte le cose del mondo. Tra le sue opere principali: “Crepusculario” e “Veinte poemas de amor y una canción desesperada”. Muore a Santiago del Chile (Cile) il 23 settembre 1973.
Ecco una delle sue poesie più suggestive, dal titolo “Se saprai starmi vicino”
Se saprai starmi vicino
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
e il tuo corpo canterà con il mio
perché insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.