I “Tingipupi” fanno tappa in Aspromonte

Dom, 26/07/2020 - 16:30

Lo storico gruppo dei “Tingipupi” di Lecce, composto da Carlo - Vito -Vittorio - Luciano - Giuseppe – Roberto, ex-maratoneti ora cicloviaggiatori, ha fatto tappa in Aspromonte.
Dopo aver girato in bici per il mondo intero, dalla Mongolia all'Islanda, dalle Ande Argentine al Kenya, dalla Transilvania al Malawi, lo storico gruppo dei “Tingipupi”, anche per via del Covid-19, ha deciso di puntare la Calabria e di toccare l'Aspromonte facendo base a Pizzo. Una scelta che risulterà impegnativa ma con molte gratificazioni, in particolare, per l’ospitalità trovata e i magnifici luoghi che si attraversano per poter raggiungere le due coste e poi l’Aspromonte.
Ecco le 5 tappe con chilometraggio e altimetria: la prima da Pizzo Vibo, Capo Vaticano dall'interno, con rientro a Pizzo da Tropea lungo la costa per 83 km e un dislivello di 1.095 metri. La seconda da Pizzo, Serra San Bruno, Soverato fino a Guardavalle, “in parte sotto il diluvio”, per 89 km e un dislivello di 1.229 metri.
È seguita la terza tappa con partenza da Guardavalle, quindi Gioiosa Marina fino a raggiungere Antonimina, per un tragitto di 61 km e un dislivello di 548 metri.
La quarta tappa è stato un tour da Antonimina a Gerace, allo Zomaro e ritorno ad Antonimina dopo 42 km e 954 metri di dislivello.
Ultima tappa dallo Zomaro a Polistena, quindi Rosarno e arrivo a Pizzo dopo 79 km e un dislivello di 689 metri. Il tutto per un totale di 5 giorni, con 354 km pedalati e un dislivello di 4.515 metri.
Raccontano i protagonisti che «si è trattato di un giro costruito senza programmazione, a differenze delle altre volte, e che ci ha fatto scoprire, soffrendo non poco sui pedali, luoghi stupendi. E ci ha fatto toccare con mano l’eccezionale ospitalità di Acquafredda di Ciminà, territorio di Antonimina, dove c’è magia veramente in tutto, in primis nella cucina e nella cordialità. per la prima volta in anni di cicloturismo, infatti, abbiamo cambiato idea e siamo rimasti un giorno in più. Non tutto il Covid vien per nuocere…»

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