Gioia Tauro: GdF ed Ufficio Dogane sequestrano oltre 3 milioni di prodotti contraffatti

Sab, 17/09/2011 - 12:31
Gioia Tauro: GdF ed Ufficio Dogane sequestrano oltre 3 milioni di prodotti contraffatti

  I Finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, unitamente ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane - S.V.A.D. di Gioia Tauro, hanno proceduto al sequestro di due containers carichi di merce contraffatta, provenienti dalla Cina, in transito presso il porto calabrese e sbarcati dalle navi mercantili MSC TERESA e MSC EMANUELA.

L'operazione, condotta sotto la direzione dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo un’attenta analisi documentale e successivi, meticolosi, controlli eseguiti su numerosi containers in transito presso il porto di Gioia Tauro, l’individuazione dei carichi sospetti.

La merce, destinata in Albania e il cui valore di mercato supera il mezzo milione di euro, è stata sottoposta ad un esame peritale da parte dei tecnici delle società titolari dei marchi, i quali hanno confermato l’intuizione dei finanzieri e dei funzionari doganali, ossia che i prodotti recavano un marchio illecitamente riprodotto.

Nel primo container, in particolare, sono stati sottoposti a sequestro 3.352.000 profilattici contraffatti recanti il marchio di due note case produttrici (Durex e Nesmark) oltre a 10.080 paia di calzature modello “Crocs”.
Nel secondo, invece, la merce contraffatta sequestrata ammonta a 61.848 pezzi ed è costituita prevalentemente da cancelleria (oggettistica per la scuola), toner per stampanti, cd e pile, con il marchio riprodotto di importanti società del settore (Winx, Disney, Spongebob, Spiderman, Puma, Kodak etc.).

L’attività svolta dai Funzionari della Dogana di Gioia Tauro e dai Finanzieri ha, quindi, permesso di evitare che la merce potesse finire sul mercato, con possibili conseguenze pregiudizievoli, oltre che per i titolari dei marchi illecitamente riprodotti, anche per coloro i quali l’avessero acquistata. Come noto, provenendo da circuiti produttivi illegali, la merce contraffatta non garantisce i requisiti minimi di sicurezza previsti dalle normative vigenti. L’aver evitato l’immissione sul mercato di prodotti privi di alcuna certificazione destinati ad entrare in contatto diretto con il corpo umano conferisce ancor più rilevanza all’attività di servizio posta in essere.

Sono in corso le indagini tese ad individuare i responsabili dell’illecita importazione di merce contraffatta.

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