Duisburg, arrestato il latitante Bruno Pizzata

Sab, 05/02/2011 - 00:00

Si nascondeva a Duisburg in Germania, dove gestiva da anni una pizzeria, Bruno Pizzata, 51 anni affiliato alla cosca Pelle di San Luca e considerato dagli investigatori il "boss del narcotraffico".
Lo hanno rintracciato ieri sera gli uomini della Guardia di Finanza nella cittadina tedesca, diventata famosa dopo la strage del ferragosto del 2007, quando morirono in un agguato sei italiani appartenenti ad una delle cosca di San Luca, quella dei Pelle-Vottari contrapposta al gruppo Nirta-Strangio nella faida che da anni insanguina la cittadina aspromontana.
Pizzata era ricercato dal 2 dicembre scorso quando sfuggì alla cattura nell’ambito dell’operazione "Overloading" in cui, su ordine della Dda di Catanzaro, furono arrestate 87 persone appartenenti a varie cosche della ’ndrangheta, tra cui i Muto di Cetraro (Cosenza) e gli Strangio di San Luca (Reggio Calabria).
L’uomo e’ ritenuto dagli investigatori uno dei principali trafficanti internazionali di stupefacenti e vive tra il Sudamerica e l’Europa. Secondo i finanzieri, si spostava continuamente tra Belgio, Germania e Olanda per evitare di essere intercettato. Il ruolo svolto da Pizzata, secondo quanto e’ emerso dalle indagini che hanno portato all’operazione Overloading, sarebbe stato quello di fare arrivare ingenti quantitativi di droga dal Sudamerica in Calabria, dove poi venivano spartiti tra le diverse coinvolte nel traffico. Ora verrà avviata la procedura per estradare Pizzata in Italia. Nell’ambito dell’operazione Overloading fu arrestato anche un ufficiale dei carabinieri, il tenente colonnello Luigi Verde, di 57 anni, bloccato nel suo ufficio a Bolzano dopo essere stato, dal 1999 al 2001, comandante provinciale a Sondrio.
L’accusa nei confronti di Verde e’ di avere gestito il trasporto di un consistente quantitativo di cocaina dall’aeroporto di Fiumicino, dove era giunto con un volo proveniente dal Venezuela, fino al quartiere Cinecittà per essere consegnato ad alcuni affiliati alla ’ndrangheta.

Autore: 
Redazione
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