L’imprenditore è stato anche sottoposto alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.
La figura criminale dell’imprenditore era emersa nell’operazione “MALAPIGNA” condotta dai Carabinieri, che lo avevano identificato come capo, promotore e organizzatore della cosca “PIROMALLI”. Le indagini hanno rivelato che l’imprenditore era inserito nel sodalizio mafioso sin dagli anni ’90, diventandone il finanziatore e braccio economico.
Le attività investigative hanno dimostrato che l’imprenditore utilizzava le sue aziende per riciclare proventi illeciti per conto della ‘ndrangheta. La Direzione Distrettuale Antimafia ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza di Reggio Calabria per condurre un’indagine economico-patrimoniale, che ha permesso di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate dall’imprenditore negli ultimi venti anni, individuando un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
Nel febbraio 2022, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro del patrimonio dell’imprenditore. Successivamente, la validità delle indagini è stata confermata e si è proceduto alla confisca definitiva dei beni sequestrati, tra cui tre società, una ditta individuale, automezzi, terreni, fabbricati, orologi di lusso, gioielli, contanti e vari rapporti bancari e finanziari.
Questa operazione sottolinea l’impegno della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia locale, proteggendo la concorrenza leale e ripristinando livelli adeguati di legalità.