Antonio Guarasci, il primo Presidente della Regione Calabria

Dom, 09/02/2020 - 12:30

Antonio Guarasci nasce a Rogliano (provincia di Cosenza) il 7 maggio 1918, da Luigi e Luigina De Rose, in una modesta casa di Corso Umberto Vico VII, secondogenito di sei fratelli.
Il padre ha messo in piedi una piccola attività commerciale che gli permette di mantenere la numerosa famiglia, formata, oltre che dai figli, da zie nubili o vedove, nonni e cugine. Insomma, una vera e propria famiglia patriarcale in cui i genitori, con grandi sacrifici, fanno di tutto per far studiare i figli puntando soprattutto su Antonio che, fin da piccolo, dimostra un carattere battagliero e indipendente, oltre che un’intelligenza vivacissima.
Dopo le elementari a Rogliano, frequenta il Ginnasio inferiore al collegio Manzoni e, in seguito, il Liceo Classico “Telesio” sempre a Cosenza.
Nel 1940, a 22 anni, va in guerra in Africa Settentrionale e viene fatto prigioniero nella battaglia di El Alamein. Nel 1942, trasferito negli Stati Uniti nel campo di Seattle, entra in contatto con diversi antifascisti. Matura, in quegli anni, la sua avversione contro il fascismo e ogni forma di totalitarismo, formando il suo profondo spirito di tolleranza. Inoltre, la necessità di comunicare con le autorità del campo e la famiglia in Italia, lo spingono a imparare l’inglese.
Ritornato in Calabria nel 1946 si iscrive alla Democrazia Cristiana e si laurea in filosofia a Roma. Inizia la sua carriera professionale in varie scuole della provincia, prima a Luzzi e poi presso l’Istituto Magistrale di Cosenza.
Nel 1948 sposa Gertrude Buffone, della quale durante la prigionia aveva conosciuto il padre e che, ritornato in Calabria, aveva avuto modo di frequentare a Rogliano.
Dal 1955 comincia a insegnare presso il Liceo Classico “Telesio” di Cosenza, in cui rimane fino al 1969, per poi passare a insegnare  all’università di Lecce e di Salerno. Guarasci, insieme a altri esponenti politici del suo tempo, tra gli anni ’50 e ‘60 è tra i protagonisti di un passaggio generazionale: la classe dirigente calabrese, formata soprattutto da avvocati, viene infatti sostituita da un nuovo ceto politico professionale, costituito principalmente da docenti.
Nel 1952 viene eletto primo componente del comitato provinciale della Democrazia Cristiana e, successivamente, consigliere provinciale per il collegio di Rogliano. Nel 1954 entra nella giunta del Partito a livello provinciale e successivamente assume il ruolo di dirigente provinciale dell’ufficio scuola. Riconfermato, nel 1956, per il Consiglio Provinciale di Rogliano, viene nominato anche Assessore all’Attività Culturale e Assistenza fino al 1960. Nello stesso anno ricopre, nell’esecutivo, l’incarico di assessore ai lavori pubblici, mentre nel 1962 assume la presidenza della Provincia. In quel periodo avvia, tra le altre cose, la realizzazione del grande complesso scolastico di via Papilia, a Cosenza, costituito da Liceo Scientifico, Istituto Tecnico Commerciale e Industriale, mentre a Paola del’Istituto Tecnico Agrario proprio mentre avvia il finanziamento utile a erigere un ospedale psichiatrico a Cosenza. Grazie al suo impegno ribadisce la necessità della Calabria di avviarsi verso un concreto processo di industrializzazione.
Eletto consigliere regionale, nel 1970 diviene protagonista della neonata esperienza di governo diventando il primo Presidente della nostra Regione. Anche in questo ruolo tenta di spingere la Calabria verso orizzonti più vasti. La via calabrese dello sviluppo, per il Presidente, non è confinata all’interno di un progetto territoriale, ma aperta al contesto politico-economico nazionale ed europeo. In questo ambito si inserisce la volontà di Guarasci di sostenere un rilevante processo di modernizzazione degli apparati tecnico-scientifici, ma anche di quelli istituzionali ed economici della Regione. L’esito più evidente di questo processo è l’incremento, nel primo quinquennio degli anni ’70, degli investimenti e dell’occupazione in tutto il territorio. Questo processo viene favorito dalla presenza di esponenti di primo piano della realtà politica calabrese, con cui Guarasci coltiva i rapporti per far dialogare la Regione con il governo centrale. Durante la sua presidenza vengono inoltre incentivate la politica a favore della scuola, della sanità locale e delle infrastrutture per far uscire molti territori da un forte isolamento interno. A livello culturale contribuisce ad arricchire e rinnovare gli studi storici, come dimostrano i suoi scritti su Don Carlo De Cardona e il movimento cattolico, sul Risorgimento e la questione meridionale. La sua azione culturale raggiunge il proprio apice nell’istituzione dell’Università della Calabria nel 1973. Una proposta nuova e originale a cui l’Italia intera guarda con ammirazione e curiosità per le sue caratteristiche residenziali e l’indirizzo tecnico-scientifico ospitato, concepita come un campus anglosassone e strutturata in dipartimenti. Ma quello che ancora oggi di più affascina di questo progetto è la volontà di Guarasci di voler evitare a questa istituzione i vizi del provincialismo per aprirla ai paesi del Mediterraneo. Il presidente vuole infatti che l’Università si riveli un motore di sviluppo economico, sociale, culturale anche per il territorio che la ospita.
Purtroppo, tuttavia, Guarasci perde la vita prima di poter vedere realizzato il proprio sogno. Il 2 ottobre del 1974, infatti, all’età di 56 anni, il Presidente muore tragicamente e improvvisamente per un incidente stradale avvenuto a Polla, lungo la Salerno - Reggio, mentre si sta recando a Roma per difendere i posti di lavoro dei tessili in Calabria. È ancora in carica, con tanti progetti ancora da realizzare per la nostra terra. La morte gli impedirà, inoltre, di ricoprire la cattedra di Storia Contemporanea vinta all’università della Calabria.
In sua memoria, nel 1983, a Cosenza viene istituita la fondazione “Antonio Guarasci”. Diverse strade, piazze e spazi pubblici sono intestati a lui in molti centri della Regione. Ha saputo conquistare la stima di tutte le componenti politiche grazie alla sua disponibilità umana, alla sua apertura a tutti, riuscendo a superare e a far superare contrasti, divergenze ideologiche e tensioni emotive. Non ha mai forzato la natura delle questioni politiche, ma vi è entrato dentro, le ha seguite nella loro complessità assecondando le linee di tendenza, riuscendo a presentare la Calabria come una Regione che aspirava al recupero, attraverso uno sviluppo materiale capace di trasformare l’intera società regionale.
Antonio Guarasci è stato un chiaro esempio di come, se si sa governare, si possono ottenere ottimi risultati, ma è stato soprattutto un esempio di persona per bene, guidata non dalla volontà di conquistare un potere personale, ma il bene comune.

Autore: 
Rosalba Topini
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