Anna Malara rivestì, dal febbraio 1992 al febbraio 1993, la carica di Sindaco (la prima volta anche qui) a Roccella Jonica. In questa intervista, racconta i ricordi e le emozioni vissuti in quella particolare esperienza.
Anna Malara, oggi pensionata Enel e nonna felice, rivestì dal febbraio 1992 al febbraio 1993 la carica di Sindaco (la prima volta anche qui) a Roccella Jonica.
Come ci arrivò?
All’epoca non vi era l’elezione diretta, vigeva un altro sistema elettorale, ed erano i partiti a decidere le nomine in Giunta. Fui scelta perché l’Esecutivo guidato dal dottore Leggio non poteva andare più avanti per via di una incompatibilità, Leggio era un medico dipendente dell’Asl del tempo e non potendo lui fare il Sindaco decadde, dalle trattative tra i partiti della maggioranza – Dc e Psi – uscì fuori un accordo di massima e il mio nome: allora si rimaneva in carica 5 anni, l’intesa era che per la metà avrei guidato io – designata dal Psi, il mio partito – il Comune e alla scadenza mi sarei dimessa per cedere il posto alla buonanima di Ninuzzo Bova (esponente della Dc) del quale avrei raccolto anche, sostituendolo, l’eredità in giunta…
Che ricordi conserva di quell’esperienza?
Era quello un periodo un pò particolare, nel pieno della tempesta di Tangentopoli, avevamo i carabinieri in Municipio un giorno si e l’altro pure…Ma nonostante tutte le avversità siamo riusciti ad andare avanti…
Un anno assai impegnativo, dunque…
Un anno di grandi progetti, avviati da Toto Zito e sostenuti da me, il Parco Collina, l’Auditorium, l’esproprio del Castello, che cominciava proprio allora, il rifacimento delle strade, insomma la riqualificazione urbana di Roccella, che poi si è concretizzata successivamente con la sindacatura del compianto Sisinio Zito.
E la sua carriera politica?
È finita li, ero giovanissima, avevo 34 anni ed ero anche all’inizio della mia carriera professionale in Enel, e le due cose non si potevano conciliare. Impossibile, infatti, conciliare la funzione pubblica con quella politica, anche perché in tanti entrano in politica per fare “carriera”, io invece, avendo un’ occupazione nel pubblico sono stata un pò discriminata dalla politica non potendola più seguire, la politica, come altri che invece la praticavano a tempo pieno. Per me è stata, comunque, una esperienza esaltante e indimenticabile.
Dica la verità, ora da pensionata le farebbe piacere rientrare nell’agone politico?
Assolutamente no. Ma certo tornerò ad occuparmi di politica, nell’ambito della sinistra, ma non direttamente. Ora ho anche altro a cui pensare, i figli, i nipoti, quando lei mi ha chiamata ero appena arrivata a Firenze da mio figlio…
Il suo augurio a Maria Teresa Fragomeni, prima donna sindaco nella storia di Siderno?
Che faccia tutto nell’interesse supremo della sua Comunità. Sono al telefono con un uomo…
Non me lo ripeta, voi donne, lo so lo so, avete una marcia in più rispetto a noi…
Non è questione di una marcia in più, è che noi siamo più concrete, più pragmatiche, anche più viscerali nell’agire, ecco nel mio periodo di sindaco io ero molto viscerale, perché prendevo a cuore i problemi cercando nel mio piccolo di poterli risolvere, pur nella consapevolezza che non sempre si può ottenere tutto…
In bocca al lupo ad Anna Malara, per il presente e per il futuro!