Il dottore, di origine calabrese, Valter Longo, noto per la sua dieta sulla longevità, spiega come avere una vita lunga e sana. Il biologo studia da anni la relazione tra cibo e longevità e ha messo a punto la “Dieta minidigiuno”. L’alimentazione è, senza dubbio, il primo e il più importante fattore sul quale possiamo intervenire per influenzare non solo la durata della nostra vita, ma anche se ci verranno o meno diagnosticate alcune patologie importanti.
Valter Longo, biochimico, nato a Genova nel 1967, ma da genitori entrambi di Molochio, paesino calabrese nell’Aspromonte, è noto per la sua dieta della longevità. Da anni, infatti, si occupa di capire i meccanismi biologici che possono permetterci di avere una vita più lunga, ma soprattutto migliore. Longo è riconosciuto a livello internazionale come uno dei leader nel campo degli studi dell’invecchiamento e delle malattie collegate, con pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche. È, infatti, professore di Biogerontologia e Direttore dell’Istituto sulla Longevità a USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles, uno dei centri più importanti per la ricerca in materia d’invecchiamento e di malattie correlate all’avanzamento dell’età. Tanto che, nel 2018, è stato nominato da “Time Magazine” una delle 50 persone più influenti al mondo nell’ambito della salute per la sua ricerca riguardante la Dieta Mima Digiuno e la Dieta della Longevità per prevenire e offrire trattamenti per le più gravi malattie.
Le sue ricerche sono focalizzate sull’analisi di diversi meccanismi genetici che predispongono all’invecchiamento e all’individuazione di strategie terapeutiche che possano rallentare e contrastare l’insorgenza di importanti patologie legate all’età. Il. suo laboratorio è stato il primo ad aver identificato alcuni dei geni coinvolti nel processo d’invecchiamento e a dimostrare che la loro inattivazione può ridurre l’incidenza o la progressione di più malattie nei topi e nell’uomo.
Tali risultati hanno permesso di avviare uno studio di sperimentazione clinica sul ruolo protettivo della restrizione calorica sugli organi sani in pazienti con cancro e sottoposti a chemioterapia in diversi ospedali americani ed europei. Il laboratorio del Professor Longo ha recentemente dimostrato come un intervento dietetico che mima gli effetti del digiuno (Dieta mima digiuno) della durata di cinque giorni migliora i livelli di molti fattori di rischio e di marcatori associati all’invecchiamento e alle malattie correlate all’avanzare dell’età.
I principali obiettivi del Professor Longo sono di offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che soffrono di gravi malattie e a chi desidera prevenire il loro insorgere, di sensibilizzare tutti ad una longevità sana. E cerca di generare cultura in tal senso. I dati sono allarmanti: in Europa il 60 per cento della popolazione è in sovrappeso e obesa, in America il 75 per cento. Secondo i suoi studi per stare bene a lungo occorre fare qualche dieta mima digiuno all’anno e adottare un’alimentazione principalmente pescetariana per 12 ore al giorno, che consiste in un’alimentazione che viene modificata in base alle zone del mondo in cui è praticata. In Italia, potrebbe tradursi in un regime alimentare pescetariano. In sostanza, si mangia pesce tre o quattro volte alla settimana, evitando quello di taglia più grossa. Poi, i vegetali sempre, cercando di variare il più possibile e tenendo conto della stagionalità e preferendo la verdura alla frutta: quest’ultima è, infatti, molto zuccherina. Infine legumi, cereali integrali, frutta secca e olio. Stando agli esiti, le persone che seguivano una dieta con verdure, cereali integrali, grassi vegetali sani e frutta a partire da circa quarant’anni di età, avevano fino all’84 per cento in più di probabilità di arrivare a 70 anni lucidi nella mente, sani nel corpo, estendendo il periodo di vita in salute. Noi mangiamo troppe “5P”: pane, pasta, pizza, patate e proteine. In casa o fuori tendiamo ad accompagnare i piatti con del pane, anche se in tavola viene servita della pasta. E alla fine del pasto aggiungiamo frutta e dolci, convinti che sia tutto salutare. In realtà, si tratta di una combinazione deleteria laddove questi ingredienti portano a eccessi di zucchero nel sangue che poi vengono convertiti in grasso, contribuendo anche a diminuire la funzionalità dell’insulina. Inoltre, esiste un ristretto arco temporale entro cui mangiare: si mangia nell’arco di 8 ore e si digiuna per le restanti 16. Il dottore ha suggerito di non toccare cibo per 12 ore e di non saltare mai la colazione. In concreto: cena entro le 20 e colazione alle 8. Infine, i genitori sbagliano, perché non preparano più il minestrone ai propri figli 5 volte a settimana. L’ideale poi sarebbe 150 minuti a settimana di sport e un’ora di cammino al giorno.
Questo tipo di nutrizione, insieme alla dieta mima digiuno agiscono sull’età biologica e sulla funzione metabolica. Il dottor Longo rivede principalmente il valore delle proteine, in quanto ha dimostrato che chi consuma oltre il 20% delle sue calorie sotto forma di proteine ha il 75% di rischio di mortalità in più. Questo è dovuto al semplice fatto che le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita GH: vale a dire, più proteine si consumano, più ormone della crescita il corpo produce. Se questo meccanismo è utile nella fase di sviluppo di un adolescente, diventa pericolosa in fase adulta. Infatti, l’ormone della crescita è il predecessore dei fattori di crescita, i quali fomentano la divisione cellulare che va a nozze con i tumori, il diabete e i processi d’invecchiamento. Di conseguenza, lo stile di vita salutare e la corretta nutrizione sono le armi più potenti che abbiamo a disposizione per programmare il nostro organismo ad una longevità sana, rallentando il decadimento cellulare e favorendo una migliore risposta immunitaria alle malattie.
La Calabria ha un passato di stile di vita longevo, con alcuni paesi che sono testimoni della sua tradizione caratterizzata da una dieta povera di proteine e carne e ricca di legumi e ingredienti vegetali. Tuttavia, negli ultimi decenni, sotto la spinta della realtà postmoderna, la nostra Regione, come altre aree del Mediterraneo, ha lentamente abbandonato le proprie abitudini ed usanze per omologarsi a una realtà globale perdendo gradualmente molte tradizioni, cultura e stile di vita che racchiudono un’antica saggezza e che hanno contribuito a creare il mito di una dieta portatrice di salute e longevità.
La dieta e il cancro
L’alimentazione e il digiuno possono ridurre i fattori di rischio dei tumori, ed aiutare a migliorare le terapie standard contro il cancro. I tumori sono malattie complesse e mai identiche tra di loro, fatte di cellule diverse, ribelli e confuse, che spesso non seguono un percorso prevedibile. Per questo è tanto difficile combatterli.
Un’arma importante, però, nella lotta al cancro è rappresentata da alimentazione e digiuno. Possiamo prevenire i tumori e intervenire a supporto delle terapie standard attraverso il digiuno e la dieta mima-digiuno: togliendo nutrimento alle cellule tumorali, queste vanno in confusione, trovandosi in grande difficoltà, perché non sono più in grado di riprodursi e muoiono. Le cellule sane, invece, non subiscono questo effetto e spesso si proteggono. Con esperimenti in cellule e animali di laboratorio, è stato individuato dal team di Valter Longo un nuovo approccio terapeutico, che combina una dieta ipocalorica che simula il digiuno e dosi farmacologiche di vitamina C in grado di colpire in particolare le cellule tumorali. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “Nature Communications” aprono la strada a possibili nuovi approcci efficaci e minore tossicità per il trattamento dei tumori più aggressivi. In particolare, i ricercatori hanno osservato che nei topi trattati con cicli di Dieta Mima Digiuno e dosi farmacologiche di vitamina C, il cancro mostrava una crescita fortemente rallentata ed in alcuni topi il tumore era completamente regredito. L’effetto più importante si è, però, avuto quando cicli di Dieta Mima Digiuno e vitamina C sono stati uniti alla chemioterapia attualmente utilizzata in ambito clinico: questo triplo trattamento si è mostrato in grado di prolungare la sopravvivenza degli animali di laboratorio rispetto alla somministrazione della chemioterapia da sola. Al momento diversi studi clinici sono in corso per capire sia l’efficacia di alte dosi di vitamina C nei pazienti oncologici, sia da unire con gli attuali farmaci chemioterapici. Essa può portare numerosi benefici, soprattutto al sistema immunitario, ma non rappresenta un trattamento oncologico riconosciuto.
Il professore Longo, qualche settimana fa, ospite a Mattino 5, ha ribadito come l’alimentazione sana sia in grado di allungare la vita, perché evita quelle che sono le malattie più pericolose del nostro secolo.
Quindi, seguiamo tutti la dieta del famoso dottore calabrese!