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venerdì, Aprile 4, 2025
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Bianco: Coldiretti incontra i viticoltori, ecco tutte le novità

Presso il Museo del Vino di Bianco si è tenuto un importante incontro tra la Coldiretti e i viticoltori locali. Molti i temi trattati e le problematiche discusse in quello che è stato un momento di confronto molto proficuo e interessante per addetti ai lavori e non.

Ma andiamo con ordine.

La discussione prende il via con una breve panoramica sulle mobilitazioni in Europa e in Italia degli agricoltori dopo le norme comunitarie. In tale occasione, la Coldiretti ha voluto ben specificare che la sua assenza da alcune piazze non è dovuta al disinteresse sul tema, bensì su un diverso approccio alla questione. Secondo i vertici di Coldiretti, infatti, prima si dovrebbe proporre una richiesta e solo in seguito mettere in piazza una proposta. Fatta questa doverosa precisazione, il tema si è poi spostato sulle norme (spesso devastanti per l’Italia) dell’UE in materia di agricoltura e non solo. Tali norme, come specificato dalla stessa Coldiretti, sono spesso e volentieri deleterie per le eccellenze italiane e vanno a colpire le aziende nazionali a favore delle grandi multinazionali e di poche lobby interessate.

E’, dunque, obbligatorio difendere gli interessi della nostra agricoltura che è e rimane un’eccellenza a livello mondiale, eccellenza di cui fa parte anche il vino.

Venendo allo specifico, la Coldiretti ha innanzitutto messo sul piatto i tanti successi ottenuti negli anni a difesa dei prodotti nostrani, basti pensare al “Nutriscore” assente proprio sulle bottiglie di vino. Questo strumento (assurdo a dire il vero) misurerebbe il valore nutrizionale di un alimento o, almeno, questo è ciò che propone di fare ma che non fa visto che, se fosse stato attivato, ci saremmo trovati con la spunta “verde” su una lattina di Coca Cola (indi alimento ottimo) e una spunta rossa su una bottiglia di buon vino locale (indi non buono). Insomma, una vera assurdità…

Passando oltre, la discussione a cui hanno partecipato attivamente diversi viticoltori ha posto rilievo sui tanti, troppi, problemi del settore. Eccone alcuni:

  • Troppe norme e burocrazia nel settore vinicolo.
  • Problema della gestione della fauna selvatica (es. danni causati dai cinghiali alle viti)
  • Difficoltà gestionale ed economica per arrivare dalla Locride su determinati mercati. Difficoltà che non esiste o comunque diminuisce di molto semplicemente partendo da Lamezia Terme.
  • Problema enorme di logistica. Costi esorbitanti e doppi rispetto al resto d’Italia.
  • Mancanza di interesse della Regione per i danni ricevuti dalle aziende vinicole a causa di siccità e incendi. Basti pensare che di media i viticoltori hanno perso dal 20 al 25 % di viti.
  • Mancanza di un progetto serio a livello Regionale per far concorrere le aziende vinicole ad importanti eventi fuori regione, vedi Vinitaly.
  • Tempi biblici per i giovani che vogliono partecipare e ottenere fondi per il settore, magari aprendo nuove imprese.

Infine, la discussione ha si è anche incentrata sul problema culturale del vino in Calabria e nella Locride. Problema culturale che vede sempre meno il vino al centro della vita delle persone o, quanto meno, il vino locale. Bisogna, infatti, riportare i consumatori a chiedere e voler compare vino locale in modo da sostenere le eccellenze del territorio che, altrimenti, sono costrette ad esportare il proprio lavoro. Ciò, come suggerito durante l’incontro, deve essere fatto coinvolgendo la società sin dalla scuola, con giornate di spiegazioni e approfondimento, con visite alle cantine ecc. Anche la ristorazione deve essere coinvolta, magari proponendo un vino locale al posto del classico Chianti…

Insomma, tante proposte e iniziative utili per risollevare e sostenere il mercato del vino calabrese in un incontro stimolante e ricco di informazioni. La Coldiretti, a chiusura conferenza, ha garantito che farà come sempre la propria parte per proteggere e aiutare le nostre eccellenze alimentari.

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