Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 9 Luglio.
Accadde che:
1763 (260 anni fa): inizia il viaggio in Europa della famiglia Mozart, durante il quale si esibiranno i due bambini prodigio Maria Anna e Wolfgang Amadeus. All’inizio del viaggio, i bambini avevano rispettivamente undici e sette anni, avevano già dimostrato le loro abilità speciali durante una visita a Vienna nel 1762, quando entrarono nel Corte degli Asburgo. Leopoldo vide i vantaggi sociali e finanziari di un lungo tour delle capitali e dei principali centri culturali d’Europa e prese un lungo congedo dal lavoro come aiuto Kapellmeister del Principe Arcivescovo di Salisburgo. Durante il viaggio, i bambini hanno confermato il loro status di prodigi eseguendo concerti sofisticati che hanno costantemente stupito e divertito il loro pubblico. Nella prima parte del viaggio è passata la famiglia Monaco e Francoforte per Bruxelles, e poi a Parigi, dove rimasero per cinque mesi. Poi partirono per Londra, dove, durante un soggiorno di un anno, Wolfgang incontrò alcuni dei più grandi musicisti del suo tempo, ascoltò molta musica e pubblicò il suo primo sinfonie composto. La famiglia è poi passata a Paesi Bassi, dove il programma degli spettacoli in programma è stato interrotto dalla malattia di entrambi i bambini, anche se Wolfgang ha continuato a comporre molto. Sulla via del ritorno a casa, la famiglia fece una seconda tappa a Parigi e un viaggio attraverso Svizzera, prima di rientrare nel novembre 1766. Il viaggio ha dato ai bambini l’opportunità di vivere appieno l’ampio mondo musicale ed è servito come un’educazione fantastica
2006 (17 anni fa): a Berlino, l’Italia di Marcello Lippi sale sul tetto del mondo battendo, nella finale dei Mondiali di Germania 2006, la Francia dopo i calci di rigore per 6-4. Per gli azzurri si tratta del quarto titolo dopo quelli del 1934, 1938 e 1982. La partita fu molto intensa e ricca di colpi di scena: i francesi passarono in vantaggio al nono con un rigore trasformato da Zidane, ma l’Italia pareggiò dieci minuti più tardi con Materazzi. Gli azzurri sfiorarono poi il vantaggio di nuovo con Materazzi e successivamente con Toni. Nella ripresa, però, la Francia aumentò la pressione anche se non creò grandi pericoli: anzi all’Italia fu annullato per fuorigioco un gol di Toni. Si passò, dunque, ai supplementari con Buffon che riuscì ad evitare con una gran parata una rete di Ribery. Al minuto 111′ Zidane fu espulso su segnalazione del quarto uomo per aver dato una testata a Materazzi, dopo che c’era stato uno scambio di battute tra i due. Nonostante la superiorità numerica, però, gli azzurri non trovarono la via del gol e si arrivò ai rigori: nei primi quattro tiri l’Italia andò sempre a segno, con Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero, mentre la Francia segnò con Wiltord, Abidal e Sagnol. Trezeguet colpì, invece, la traversa. Fu Grosso a dare la vittoria del mondiale all’Italia trasformando il suo rigore. L’Italia fu, così, proclamata Campione del mondo e il capitano Fabio Cannavaro alzò al cielo la coppa.
Nato oggi:
1964 (59 anni fa): nasce, a Cremona, Gianluca Vialli calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo, tra i migliori centravanti degli anni 80 e 90 del XX secolo. Tira i suoi primi calci all’oratorio di Cristo Re, al villaggio Po della sua città. Entra nelle giovanili del Pizzighettone, per poi passare alla Primavera della Cremonese. La carriera a livello professionistico, nel ruolo di attaccante, inizia nel 1980. Vialli gioca nelle fila di Cremonese, Sampdoria e Juventus. Vince due scudetti, il primo storico con la Sampdoria nella stagione 1990-1991, in coppia con il suo “gemello del gol” Roberto Mancini, il secondo con la Juventus nella stagione 1994-1995. Con la Juventus vince inoltre una Champions League nel 1996, battendo in finale l’Ajax ai calci di rigore. In Nazionale viene convocato da Azeglio Vicini ai Mondiali del 1986 in Messico, dove gioca tutte le partite, pur senza riuscire ad incidere. È poi il perno dell’attacco azzurro durante l’Europeo tedesco del 1988, in cui segna la rete della vittoria contro la Spagna. Nel 2015 viene inserito nella “Hall of Fame del calcio italiano”. Nel 2018 esce il suo libro “Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili”: in una intervista che anticipa l’uscita del libro racconta di come ha combattuto contro il cancro. Nel 2020 ricopre il ruolo di capo delegazione della nazionale italiana, allenata dall’ex compagno e amico fraterno Roberto Mancini. Prende così parte alla spedizione italiana al campionato d’Europa 2020: l’Italia vince e Vialli risulta una figura motivazionale di spicco, sia nello spogliatoio che fuori. Alla fine del 2022 con un annuncio abbandona il suo ruolo nella nazionale azzurra per dedicarsi ad un nuovo insorgere della malattia, il tumore al pancreas. Gianluca Vialli, a distanza di cinque anni dall’insorgere della malattia, muore in un ospedale di Londra il 6 gennaio 2023, all’età di 58 anni. Lascia la mogli Cathryn White Cooper e le figlie, Olivia e Sofia. Parlando della sua malattia ha dichiarato: “La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade”.