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sabato, Aprile 5, 2025
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Sallustate scatenate e nuovamente stigmatizzare

Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano ‘Libero’ è la nuova vittima sacrificale delle comunicazioni di Vincenzo Speziali che ne individua pregi e difetti.

Che meraviglia, quale stupefacente incredulità, nel constatare come Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano ‘Libero’, si avventuri in tecniche di uso all’intelligence, ovvero l’effetto abbaglio e l’impistaggio: complimenti, si vede che anche lui possiede materia grigia -celebralmente parlando- e la utilizza, seppur a fine di propaganda ‘ad usum delphini’ per il populistico destracentro (a trazione melonista), il quale a sua volta vorrebbe governare l’Italia tutta da Cantù a Cefalù (isole comprese).
L’effetto abbaglio consiste nell’illuminare un fallace obbiettivo -sia esso un soggetto, oppure un argomento o anche una prospettiva, tanto, per creare ‘l’illussione ottica’, tipica della dissimulazione- mentre ‘l’impistastaggio’ è la metodologia di mescolare dati o fatti reali con falsi -d’autore e no!- alfine di confezionare ‘disinformatzia’, quindi costruire una verità parallela, perciò men che mai vera.
Difatti l’ultimo capolavoro letterario del fu e/o mancato ‘signor Garnero in (ma ex) Santanchè – è quello di affabulare gli elettori -i quali conoscendolo non ci credono affatto alle sue ricostruzioni e alle analisi che smercia quasi fossero un tanto al chilo- descrivendo l’Italia come un sistema presidenziale (di fatto, secondo costui), in luogo a ciò che è realmente, ovvero una Repubblica parlamentare.
Non vorrei dover polemizzare o passare per uno che fa questo -pure per evitare che una mia congiunta a cui ho dedicato la vita e che sarà sempre la cosa più importante della medesima, continui a preoccuparsi di probabili ritorsioni nei miei confronti, delle quali me ne sbatto perché ho il coraggio tipico di chi viene da Bovalino e lo dico con orgoglio e convinzione (so difendermi e il mio Principato è diverso da quello di Monaco)- però a tutto c’è un limite, anche alle distorsioni pseudonozionistiche a sfondo costituzionale (anche perché la Carta, l’ho scritta io per interposta persona, ovvero tramite i costituenti democristiani).
Sallusti, arranpicandosi sugli specchi lisci e saponati, sostiene che il futuribile Governo Meloni (ma chi lo assicura che la signora in questione ha già vinto le elezioni?) faticherà molto e assai, per indicare alcuni ministri, come quello degli Esteri, della Difesa, della Giustizia e dell’Economia, poiche` l’attuale Capo dello Stato -persona perbene, nonché figlio di un amico e collega (di Partito, come in Parlamento) del mio defunto nonno- dicevo il Presidente della Repubblica in carica, si metterà di traverso, rispetto a figure a lui ‘politicamente’ sgradite, quasi fosse l’inquilino del Quirinale, non il ‘provolone affacciato al balcone di Piazza Venezia’ (di cui melinosti e dintorni, incensano lodi e decantano meriti, a mio avviso discutibili), bensì il primo cittadino d’Italia, viene raffigurato come un satrapo mediorientale (ma senza harem, perché quello è ben installato ad Arcore, in Brianza).
Il solito Sallusti, dimentica -ma secondo me non conosce- l’articolo 87 della Costituzione, il quale recita che il Presidente della Repubblica ratifica i trattati internazionali (essendone garante, in quanto rappresenta l’unità del Paese), previa -quando occorre- l’autorizzazione delle Camere (grazie a Dio non più fasciste e giammai da Soviet, sempre grazie a noi DC).
Ecco, sta proprio in ciò, il cuore del problema o se volete, l’essenza del sistema, perché i ministeri elencati dal sallustico direttore -e ci perdoni Sallustio (antico senatore romano) per la quasi omonimia con il megafonista del destracentro populista e anacronisticamente nazionalista (siamo nell’era della globalizzazione, la quale bisognerebbe regolamentare in una visione mariteniana)- dicevo, sono proprio i dicasteri menzionati dal Direttore di ‘Libero Quotidiano’, quelli che hanno ‘impatto’ con le istituzioni europee (da cui non possiamo prescindere per il PNRR in corso di erogazione) oppure con la Nato (della quale siamo membri, soprattutto con l’attuale crisi bellica scatenata dai russi in Ukraina), perciò qualsiasi moral suasion di Mattarella, sarebbe lecita e al tempo stesso corretta e coerente, con lo spirito della Costituzione stessa.
Sallusti caro, per fare quanto desidera, si deve avere molta pratica, quindi le do un consiglio, che di seguito riporto: poiché sarò a Milano dall’1 Settembre, mi venga a trovare, così potrò fornirle due o tre rudimenti basici e magari…impartirle qualche lezione di cultura politica, ma non solo!

Vincenzo Speziali

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