Una foto dimostra le condizioni disastrose dell’ASP di Reggio Calabria

Mar, 20/08/2019 - 14:00
Riceviamo e pubblichiamo

Succede Ieri, 19 agosto c.a. che per uno “strano e dispettoso scherzo del destino” uno scatto fotografico possa assurgere a sintesi documentale di quanto da tempo come UiL denunciamo a proposito del colpevole ed incredibile blocco contestuale delle diagnostiche per immagini di tutta l’ASP di Reggio Calabria, discendente dalla ormai certificata “reiterata incapacità gestionale” o meglio “la non comune incapacità gestionale” di chi è preposto a guidare le sorti sanitarie del territorio. Nulla sfugge più ai voraci telefonini che ci hanno voluto regalare una immagine “parlante” che ha la rara “potenza espressiva” di riassumere in un solo fotogramma il declino inarrestabile ed il degrado assoluto della nostra sanità Reggina. Nell’androne della radiologia degli Ospedali Riuniti del GOM presenti contemporaneamente ben quattro pazienti bisognevoli di esami radiologici, assistiti dal personale del SUEM 118, equipe provenienti rispettivamente da Locri, Melito P.S., Polistena e Taurianova. La plastica dimostrazione, “la pistola fumante”, la madre di tutte le prove di quanto corretta, oculata fosse la denuncia sporta solo qualche giorno fa dalla UIL FPL alla AG a proposito della strana, sospetta, colpevole moria estiva ( e non solo ) di tutte le apparecchiature TAC...
...quattro mezzi di soccorso, quattro equipaggi ( sottratti ai loro rispettivi territori di competenza), il disagio doloroso ed il pericolo per i pazienti dovuto alle lunghe percorrenze, l’inaudito ritardo nel poter fare diagnosi ( quando anche i minuti possono essere importanti) lo spreco di danaro pubblico, l’usura di uomini e mezzi oramai allo stremo, tutto ripreso da una semplice “istantanea” tesa a dimostrare plasticamente il concreto degrado sanitario in cui è piombata una intera comunità. A cosa servono i decreti salva sanità, i Consigli dei Ministri a Reggio, i “Generali ad acta”, i super commissari prefettizi, gli ineffabili Direttori del Dipartimento regionale, se poi anche con il mancato funzionamento sincronizzato ( vuoi per un motivo o per l’altro ) dei dispositivi diagnostici SI CONDANNA A MORTE UN POPOLO. Per la Triade commissariale, con staff al seguito, si sta profilando, purtroppo, l’ennesimo rovinoso flop con inaudite conseguenze per o cittadini. La gravità della situazione rasenta l’incredibile se si pensa che avendo Locri le apparecchiature funzionanti ( mancano i radiologi ) sarebbe bastato trasferire gli inoperosi specialisti delle altre sedi dove le apparecchiature sono invece ferme. Non si può assistere senza indignarsi a tale scempio organizzativo dove probabilmente il personale di fatto non si sposta anche temporaneamente da una sede all’altra. Qualcuno diceva che a pensare a male si fa peccato...a tale proposito dobbiamo probabilmente dare ragione a quanti ritengono che i trasferimenti dei sanitari avvengono solo se opportunamente stimolati dal meccanismo delle lautamente retribuite “prestazioni aggiuntive”? Ma cosa dovrà mai ancora avvenire? Quanti cittadini devono ancora morire?
Rimane una triste ed amara considerazione attinente il fatto che per quanto garantisti possiamo essere per scelta e per cultura, non ci si può esimere, di fronte alla corruzione, al malaffare, al pericolo, al dolore ed alla morte dei nostri concittadini, dall’evocare a gran voce il famoso tintinnio di manette...

Rubrica: 

Notizie correlate