Spostamento approdi a sud: non si consideri Villa figlia di un dio minore

Sab, 16/09/2017 - 18:40

L’amministrazione comunale di Villa San Giovanni “LeAli per Villa” non può che restare perplessa rispetto alla ferma presa di posizione del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, circa l’ipotesi  del progetto delle società Caronte&Tourist e Diano di installare i nuovi approdi per i mezzi pesanti nell’area di Pentimele al fine di garantire l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina.
Risale a ieri la notizia secondo cui l’Asp approverebbe la posizione di Falcomatà con la sonora bocciatura del progetto, poiché andrebbe ad aumentare l’inquinamento atmosferico, con gravi ricadute per la salute in termini di peggioramento della qualità dell’aria, in una zona dove vivono circa 15 mila persone.
Il sindaco Falcomatà ha ribadito a più riprese che, stante la vocazione turistica della città reggina, non è possibile “svendere” tale vocazione sull’altare di un progetto foriero di disagi, danni ambientale e sanitari per la popolazione. 
Fuori da ogni logica polemica ed ancor prima da qualunque visione di scontro politico, i rappresentanti del Comune di Villa San Giovanni non possono che evidenziare come il rifiuto al progetto è accettabile solo qualora il sindaco Falcomatà, nella sua veste di sindaco metropolitano, facesse la stessa riflessione per la Città di Villa San Giovanni riconoscendo la medesima vocazione turistica e le stesse annose problematiche e mantenendo fede alla promessa fatta in campagna elettorale (amministrative del giugno 2017), ossia la realizzazione dello spostamento degli approdi a Sud, nella zona di Bolano.
Villa San Giovanni vede, sente e lotta contro l’inquinamento atmosferico e i problemi di salute che ne scaturiscono oramai da oltre 50 anni. I cittadini villesi vivono quotidianamente tali disagi e i danni in termini di qualità dell’aria e della salute che l’attraversamento stabile dei mezzi pesanti comporta.
Ma la medesima sottolineatura, fatta nei riguardi del sindaco di Reggio, va effettuata anche per l’Asp che, in quanto azienda sanitaria provinciale, non può guardare e stigmatizzare la “pagliuzza” eventuale che potrebbe colpire l’occhio reggino, non accorgendosi della “trave” che colpisce ed acceca l’occhio villese, quasi a voler certificare che qui si sia figli di un dio minore.
Quale, dunque, a nostro giudizio, l’azione che Giuseppe Falcomatà dovrebbe intraprendere per legittimare il ruolo e la funzione a lui assegnato di sindaco metropolitano? Serve una presa di posizione forte e autorevole, che sia posta a tutela della salute di tutti i cittadini della provincia reggina. La soluzione c’è ed è alla portata: il finanziamento dello spostamento degli approdi a sud della città di villa San Giovanni, in zona Bolano, diminuirebbe i disagi derivanti dall’attraversamento stabile dei mezzi pesanti
Lo spostamento degli approdi a sud costituisce non solo una giusta decisione politica, ma anche l’unico modo per ridurre ed alleviare inquinamento acustico, atmosferico, traffico e disagi di ogni genere.
Il risultato sarebbe ancora più entusiasmante in quanto si libererebbe tutta un’area che, per posizione strategica, è l’unica deputata a divenire un porto turistico. Un vero punto di riferimento, con servizi non solo destinati ai  diportisti locali, ma alle centinaia di proprietari di yacht e mega yacht che attraversano ogni anno lo Stretto.
 Uno slogan del compianto padre di Giuseppe Falcomatà, Italo, suo predecessore nella carica di primo cittadino, era: «La periferia fa grande la città». Compito della neonata Città Metropolitana è quello di far crescere gli altri comuni, non di ghettizzarli e periferizzarli rispetto al capoluogo egemone.
L’amministrazione di Villa San Giovanni, con i propri cittadini, ha intenzione di affrontare definitivamente questo atavico problema, senza più rimandarlo, adottando tutte le azioni, anche le più energiche e decise, compresa quella di istituire, con il sindaco della città metropolitana e con le altre istituzioni competenti, un tavolo tecnico, che possa risolvere definitivamente questa annosa questione, liberando il centro cittadino dalla morsa dell’attraversamento stabile.

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