Solo l’OLA di Siderno aderisce al piano di contrasto al randagismo

Gio, 21/09/2017 - 11:40

COMUNICATO STAMPA - Presa di posizione netta da parte di 20 Associazioni e del Movimento Animalista Calabria che, stanchi dell’assenza delle Istituzioni (Regioni, Comuni e Asp), chiedono urgenti strategie di intervento per affrontare il drammatico fenomeno del randagismo che, insieme ad altre problematiche, lede fortemente l’immagine di una Regione già alla ribalta delle cronache per gli incendi che hanno devastato il territorio.
Le 20 associazioni, sparse in tutta la Calabria ( Battito Animale, Aic Adottami in Calabria, O.L.A. Oltre l'Arcobaleno, Frida, Qua la Zampa Diamante, Comitato Animalista Dacci una zampa, Gli Invisibili del Canile Rifugio Cosenza, Rifugio Fata, Facciamo Branco, Zampe in Salvo, Dammi una zampa, Leidaa (sezioni Cosenza e Belvedere M.mo (CS), Anima Randagia, Maidasoli, Argo Onlus, OIPA Italia Onlus, Lav Lega Antivivisezione, Enpa Pizzo Calabro, LNDC Lega Nazionale Difesa del Cane, LIDA Lega Italiana Diritti Animali sezione di Cervicati (CS) e il Movimento Animalista Calabria sono decisi ad andare fino in fondo ed hanno affidato le loro doglianze agli avvocati Maria Cipparrone (responsabile provinciale Cosenza del Movimento Animalista) e Assunta Cosentino.
Forti delle leggi nazionali (l.281/91) e regionali (l.41/90 e l.4/2000), a gran voce chiedono al Commissario ad Acta alla Sanità, Ing. Massimo Scura, al Governatore G. Mario Oliverio, alla Task Force di Medicina Veterinaria presso la Cittadella Regionale, di dare attuazioni alle norme sopra citate che li obbligano a gestire i randagi sul territorio, ognuno per le proprie competenze.
“Senza se e senza ma, chiediamo l’attivazione di un tavolo operativo con tutti gli attori interessati, incluse le Associazioni scriventi ed il Movimento Animalista e l’attuazione di un programma di prevenzione del randagismo attraverso attività di sterilizzazione, informazione, educazione e formazione che, sicuramente, nel tempo, oltre ad eliminare il fenomeno, contribuirebbe ad abbattere i costi da parte delle amministrazioni comunali. Inoltre, il mancato accreditamento regionale della maggior parte dei canili-rifugio calabresi, a seguito del mancato adeguamento ai requisiti del DCA (decreto Commissario a Ad Acta) n.32/2015, che ha come conseguenza il fatto che non possono ingressare, né trasferire i cani randagi, peggiora di molto la situazione, da qui la decisione di coinvolgere nella missiva anche i Prefetti delle cinque province, perché il fenomeno sta raggiungendo dimensioni preoccupanti che coinvolgono l’ordine pubblico”.
In attesa di riscontro, le associazioni e il Movimento Animalista si dicono disposte ad andare fino in fondo, non accetteranno ulteriore indifferenza e assenza da parte delle Istituzioni preposte ed, in caso di diniego, scenderanno in piazza manifestando  dinanzi alla Cittadella Regionale, mettendo in campo ogni strumento che la legge prevede.

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