Solo facendo fronte comune si invertirà la passivizzazione delle masse

Dom, 24/09/2017 - 17:20
Durante il nostro incontro con Sebi Romeo non si è parlato soltanto di politica, società e prospettive di crescita del territorio ma, grazie ad alcune riflessioni del nostro direttore editoriale Ilario Ammendolia (che riportiamo in grassetto), abbiamo avuto il piacere di riflettere con il capogruppo anche su democrazia, globalizzazione e le profezie di Pietro Ingrao.

Storicamente un territorio può andare verso lo sviluppo quando soddisfa tre condizioni: una democrazia partecipata, un progetto di crescita e la libertà. Nella Locride tutte queste condizioni mancano, perché non ci sono partiti organizzati né sindacati e la presenza delle associazioni è estremamente debole. Questa condizione potrebbe essere il frutto di una scelta ponderata, perché più debole è la democrazia, più facile è far emergere le singole persone. Ma, se si trattasse di una scelta, perché continuare a compierla nella consapevolezza che si andrà incontro all’ennesima sconfitta del territorio?
È vero che si tratta di una scelta, ma non mirata a favorire le singole persone, quanto interessi che fanno emergere i singoli. Chi pensa di costruire una carriera sull’individualismo, tuttavia, è destinata a cadere in tempi brevi se non comprende che in politica si può entrare solo con l’intento di fare l’interesse della collettività. Quando sono diventato segretario provinciale del PD, ad esempio, ho chiamato compagni giovani ad assumere ruoli importanti all’interno del mio partito e la stessa cosa ho fatto anche quando sono approdato alla Regione o alla Città Metropolitana. Questo perché ho sempre creduto che il progetto, la partecipazione e la democrazia siano gli aspetti indispensabili alla buona riuscita di ogni piano politico, eppure mi rendo conto che tali realtà sono di difficile realizzazione nella Locride. Il nostro comprensorio, infatti, paga due volte il fallimento del progetto della sinistra nel mondo: viviamo in un’epoca in cui lo stato sociale inteso come il compromesso tra le forze del capitale e del lavoro non esiste più, la globalizzazione è divenuta finanziarizzazione e i corpi intermedi (i sindacati, le associazioni di categoria, i partiti) sono stati spazzati via. C’è stata una destrutturazione della democrazia che nel nostro comprensorio ha favorito forze come i poteri criminali o coloro che si sono arricchiti e che minano le possibilità di progresso della nostra terra. Ecco perché invito all’unità nell’affrontare la questione Call&Call e credo che della stessa unità avremo bisogno per contrastare efficacemente il referendum secessionista del 22 ottobre. Un impresa di questo tipo non può essere portata avanti dal singolo, ma dall’intera classe dirigente di concerto con il popolo. È per questa mancanza di coesione che il contrasto alla ‘ndrangheta, così forte, netta e radicale, non dà i frutti sperati e che la legge per lo scioglimento dei comuni non riesce a impedire le infiltrazioni negli enti locali.
Che il problema di fondo ci sia è fuor di dubbio, e lo si comprende anche analizzando il nostro modo di esercitare la democrazia che, considerato il nostro essere discendenti diretti della Magna Grecia, dovrebbe avere tutta un’altra intensità. Durante gli incontri politici, infatti, abbiamo constatato sempre la totale mancanza di dissenso. Questo è accaduto di recente con un intervento di Mario Oliverio durante il quale abbiamo visto annuire le stesse identiche persone compiacenti durante l’ultimo convegno che Scopelliti ha tenuto nel territorio prima dello scioglimento della sua giunta. Questa condizione si verifica perché, se è vero che al calabrese bisogna parlare in termini chiari, è pur vero che non gli è stata data la possibilità di avere voce in capitolo, condizione che fa sì che il popolo continui a vedersi solo nell’affrontare i problemi che lo affliggono. Per invertire la tendenza non sarebbe il caso che la giunta regionale dia voce a chi non ne ha e lotti al fianco del popolo? Il progetto d’urto della Locride perseguiva proprio questo scopo: non pretendere ciò che non avevamo, ma rimettere in moto un popolo che non ha più la forza di reagire perché afflitto da una rassegnazione sulla quale fanno affidamento i poteri forti e la ‘ndrangheta. Una tendenza che vorremmo invertire anche con la manifestazione del 22 ottobre.
Una tendenza, quella di cui parlate, figlia di un desiderio di omologazione che si accentua quando ci sono condizioni di bisogno e di difficoltà. Sbaglia sia chi la pratica sia chi l’asseconda, perché non è utile a nessuno e manifesta un deficit culturale forte che tradisce un modo di interpretare la politica. Questa condizione si è verificata a causa di tutti coloro che, raggiunte le posizioni di potere, hanno preteso di barcamenarsi scoprendo il fianco a chi voleva approfittarne. Una condizione diffusa non solo da noi, ma in tutto il Paese. Questo si traduce in un atteggiamento di sottomissione nei confronti dei governanti da parte di una grossa fetta d’Italia. Da quando sono capogruppo del PD ho decuplicato i compagni di classe, sono cresciuto con non so quante persone e sono sicuro che non sarà più così quando avrò terminato i miei incarichi. Questo atteggiamento, che spesso si traduce in clientelismo, ha fatto perdere fiducia nella politica alla cittadinanza e prodotto meno partecipazione e, soprattutto, meno esercizio della democrazia. In un territorio marginale come questo, il problema, naturalmente, si amplifica. Nonostante la nostra intensa attività nella Locride dobbiamo fare fronte quotidianamente alle difficoltà derivate dall’isolamento di questo comprensorio, che per essere recuperato richiede un intervento tanto forte e diffuso quanto scarso è l’impegno in questa direzione da parte degli enti locali, dei partiti ormai scomparsi, dei consiglieri regionali, dei giornalisti e così via. Siamo di fronte alla passivizzazione delle masse teorizzata da Pietro Ingrao negli anni ’80 con “Masse e potere”. Un peccato che nessuno lo abbia ascoltato all’epoca… Del resto, lui era solo un comunista che parlava alla luna.

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate