Sanità tra gestione commissariale e caso Tecnis

Dom, 24/03/2019 - 17:20

“Lo scioglimento dell'azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose è l'ennesimo colpo inferto ad un territorio allo stremo in cui diritti e legalità sembrano essere sempre più a rischio”. È quanto ha affermato in una nota stampa diffusa questa settimana il gruppo giovani imprenditori di Confindustria Reggio Calabria presieduto da Samuele Furfaro in merito alle recenti vicende che hanno interessato la sanità reggina. Per i rappresentanti di Confindustria si tratta di un accaduto che certifica il fallimento di tutte le classi dirigenti che hanno gestito questo delicato e vitale settore della pubblica amministrazione e impone l'adozione di misure straordinarie e fortemente anticicliche. Per questa ragione, evidenziano i giovani industriali, “crediamo che da ora in avanti sia lecito pretendere che la gestione commissariale straordinaria dell'ASP reggina apra una stagione di radicale e autentico cambiamento”. Il fallimento delle politiche di risanamento, proseguono gli imprenditori, “ha acuito lo stato di grave sofferenza del sistema sanitario locale e non ha impedito alla 'ndrangheta di allargare i propri interessi illeciti utilizzando gli uffici dell'Asp come vero e proprio centro d'affari. Ciononostante, crediamo che sia perfettamente possibile contemperare il raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute con un andamento economico ottimale a patto che ciò avvenga attraverso una gestione manageriale”. Un approccio che vedrebbe dunque la classe dirigente reggina affiancare la fase di commissariamento cambiando le sorti di un settore troppo a lungo carente.
Ma sulla questione del commissariamento dell’ASP, in questi giorni, è intervenuto anche Mezzogiorno in Movimento, che non ha esitato a definire “battuta di spirito” la proposta avanzata dal Ministro della Salute Giulia Grillo di realizzare ospedali da campo per risolvere il problema della sanità da incubo in Calabria. Un atteggiamento, affermano gli esponenti del Movimento, che “non solo conferma la nota propensione dei grillini alle prese di posizione semplicistiche e demagogiche rispetto a questioni particolarmente complesse, ma rivela anche la sua misconoscenza delle ragioni della crisi del sistema di assistenza ospedaliera nel nostro territorio metropolitano e, soprattutto, nella Piana di Gioia Tauro”. Per cercare di chiarire meglio su quali fronti si debba agire, anzi, Mezzogiorno in Movimento ha sfruttato il comunicato stampa per fornire alla Grillo informazioni che potrebbero tornarle utili nel formulare e adottare il decreto legge recante le misure straordinarie per la sanità calabrese. “Dal tenore delle sue dichiarazioni - prosegue infatti Mezzogiorno in Movimento rivolgendosi direttamente al Ministro - non crediamo di sbagliare immaginando che i suoi consulenti non l’abbiano informata del fatto che la Regione Calabria ha previsto la realizzazione a Palmi di un Ospedale da 350 posti letto, né che quest’opera è già stata affidata a una società siciliana, la Tecnis S.p.a., che dovrebbe costruirla con il sistema del project financing”. Come spesso accade alle nostre latitudini, tuttavia, c’è un grave problema che impedisce che i lavori vengano portati a termine. “Fino al 2015 - prosegue infatti la nota, - la Tecnis era la più importante impresa di costruzioni del meridione e dava lavoro a centinaia di persone, ma oggi versa in condizioni di sostanziale fallimento a causa di un sequestro disposto dal Tribunale per le Misure di Prevenzione di Catania per presunte collusioni con la mafia e della susseguente informazione interdittiva emessa dalla locale Prefettura, che hanno causato il blocco di tutti i cantieri e la messa in cassa integrazione di tutto il personale. A due anni dal sequestro di prevenzione è stata la stessa Procura della Repubblica di Catania a chiederne la revoca per la totale infondatezza delle accuse mosse ai titolari della Tecnis ma, purtroppo, l’azienda versava ormai in uno stato di crisi così grave da rendere necessario il suo commissariamento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico”. Fatti di cui il Ministro non è certamente a conoscenza e che bloccano ancora una volta l’iter di ripresa dalla nostra disastrata sanità, considerato che, prosegue la nota stampa, nessuno pare adesso interessato a subentrare nei lavori di realizzazione dell’ospedale della Piana. La richiesta che gli esponenti di Mezzogiorno in Movimento avanzano al Ministro della Salute è dunque di agire di concerto con i colleghi Bonafede e Di Maio, rispettivamente Ministri della Giustizia e dello Sviluppo Economico, al fine di risolvere la crisi della Tecnis individuandoS al contempo un operatore che possa avviare al più presto i lavori utili alla realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana, non lasciando che anche questo progetto cada nel dimenticatoio. Si aggiunga a questo, chiede giustamente il Movimento, una riforma del codice antimafia che impedisca il ripetersi di errori così colossali come quello che ha letteralmente distrutto la più importante società di costruzioni del mezzogiorno. “Se questo accadrà - conclude Mezzogiorno in Movimento - daremo atto all’On. Grillo di aver realmente operato per risolvere due delle gravissime emergenze che, accanto allo strapotere della criminalità organizzata, stanno allontanando sempre di più il Sud Italia, e la Calabria in particolare, dal resto dell’Europa. In caso contrario, saremo autorizzati a pensare che il suo viaggio alle nostre latitudini non è stato altro che una gita fatta apposta per giustificare un paio di dirette Facebook”.

Autore: 
Jacopo Giuca
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