San Luca. Dopo il morso dello scorpione, quello della zanzara

Dom, 08/07/2018 - 18:40

Prima lo scorpione e poi la zanzara. È il caso di dire che questi due insetti appartenenti l’uno all’ordine degli antropodi velenosi e l’altro dei ditteri, con la comunità di San Luca non hanno un buon rapporto. Nel primo caso, la colpa e dello scrittore napoletano Roberto Saviano che si è arrogato la responsabilità di affermare nel corso di un programma, che i ragazzi di San Luca hanno tutti tatuato il simbolo dello scorpione sul braccio o sulla caviglia, o appeso al collo a forma di medaglietta,  perché, come gli ha riferito un carabiniere, questa è la forma del paese visto dall’alto. Un’affermazione arbitraria e fuori luogo che ha alzato un polverone di proporzioni gigantesche, anche perché il famoso scrittore che vive sotto scorta nella lontana America, in un attico pagato dal nostro Paese, è stato difeso a spada tratta dal massmediologo Klaus Davi il quale come tutti sappiamo, ha deciso di candidarsi a sindaco di San Luca. Un’iniziativa arrivata fuori tempo massimo, diventata un caso nazionale sulla quale, dopo l’attenzione di tutti i salotti televisivi nazionali, non è mancata l’attenzione del famoso e tanto chiacchierato salotto radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, l’ascoltatissima trasmissione La zanzara in onda su Radio 24. Nel corso di una delle tante trasmissioni, anticipata dal famoso e inconfondibile squillo telefonico e una gigantografia del paese di San Luca con al centro Davi con la coppola in testa, e sulla destra il cartello “Benvenuti a San Luca”, i due conduttori lo hanno attaccato: “Ma chi te la fa fare. Quello è un paese tra i più mafiosi del mondo. È vero che oggi la ndrangheta è un’altra cosa… gli affari ecc. Ti vuoi candidare tu – incalza Cruciani -  proprio tu, la battaglia, gli omosessuali. Quelli gli omosessuali li squartano, gli stanno sui cog…ni gli omosessuali”. Davi cerca di ribattere: “Gli ndranghetisti sono sì e no il 5%, il 95% li subiscono e c’è paura di candidarsi proprio per quello, perché c’è paura di esporsi contro i capiclan”. Cruciani che non è mai stato a San Luca, boccia anche le percentuali relative alle persone oneste di San Luca. “Questo lo dici tu che il 95% sono onesti”. Poi la stoccata finale: “Ma ti pare possibile che a San Luca eleggono te omosessuale. Ma non possono eleggere un omosessuale a sindaco…”. Questa in sintesi la telefonata intercorsa tra i due noti conduttori e il massmediologo che ha mandato su tutte le furie la gente di San Luca. Non è stato ancora confermato ma sembra che alcune associazioni che operano sul territorio abbiano intenzione di costituire un comitato e chiedere i danni a Saviano per le uscite infelici sulla storia dello scorpione e le riprese del film tratto dal suo famoso libro ZeroZeroZero che molto probabilmente - complici tutti coloro che per una manciata di peperoni hanno accettato di collaborare con la troupe che da giorni si trova in Aspromonte - danneggerà più di quanto non è stato già fatto l’immagine del paese di San Luca. Ma i danni saranno chiesti anche al popolare programma in onda su radio24 che con la scusa che è un programma improntato sulla satira, una zona franca per gli ascoltatori, uno spazio nemico della banalità e del politicamente corretto, l'arena dove il primo comandamento è parlare chiaro, non si può permettere il lusso di sparare su tutti e su tutto con una facilità che a questo punto non può essere più tollerata, ma va invece bloccata attraverso un’azione legale degna di questo nome. Qualche giorno prima, sempre nel corso di una puntata de La zanzara, Davi aveva dichiarato: “Mi candido a Sindaco. Sono determinato e posso garantire che ci divertiremo”. Alla domanda di Cruciani e Parenzo: "Rischi la vita, lascia perdere", Klaus Davi ha risposto: “Non ci penso per nulla. Sono determinato”. “Quando si voterà?”, domandano ancora. “Il prefetto Michele di Bari, norme alla mano, ha detto tra un anno. Penso che però se si dovesse andare a votare per le politiche, il ministero dell’Interno potrebbe emanare un decreto e accorpare le due elezioni. Basta la volontà politica… In fondo le istituzioni ci guadagnano ad agevolare la democrazia o sbaglio?”.
Nel frattempo, e in attesa che Davi riesca davvero a compilare una lista e candidarsi a sindaco di un paese dichiarato “irredimibile”, tutto è pronto in Aspromonte per girare le riprese del film che infangherà ancora di più l’immagine dei sanluchesi e di tutto l’Aspromonte, sotto lo sguardo vigile del falso mito Saviano, difeso a spada tratta dai suoi fans, anzi, che dico, seguaci, che pur di difendere il loro idolo si aggrappano a dichiarazioni e riflessioni che servono solo a qualificare e misurare il loro grado d’inciviltà e onestà intellettuale. Ma questa è un’altra storia.

Autore: 
Antonio Strangio
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