Rocco Commisso, l'americano di Marina di Gioiosa che vuole acquistare il Milan

Dom, 01/07/2018 - 16:00

Lo scorso anno ha acquistato l'illustre società calcistica Usa, la Cosmos, che si trovava a un passo dall'appendere le scarpette al chiodo: aveva, infatti, smesso di pagare gli stipendi, liquidato dipendenti e calciatori e sospeso l'attività. Rocco Commisso arrivò in soccorso resuscitando quella società sportiva della Grande Mela che alla fine degli anni Settanta radunò nella stessa squadra stelle mondiali sul viale del tramonto: da Pelé a Beckenbauer, passando per Chinaglia e Neeskens.
Originario di Marina di Gioiosa Ionica, Rocco Commisso, 69 anni, lascia la sua terra all'eta di 12 anni e parte alla volta degli Stati Uniti. Ad aspettarlo la pizzeria di famiglia, aperta nel Bronx, dove lavora per pagarsi gli studi, prima alla Mount Saint Michael Academy, poi alla Columbia University. Qui nel 1971 consegue la laurea in ingegneria industriale e, qualche anno dopo, lo stadio della stessa Università, alla periferia nord di New York, gli è stato intitolato.
Oggi Rocco Commisso è uno degli uomini più ricchi d'America: possiede il 100% di MediaCom, un colosso televisivo che fattura 2 miliardi di dollari l’anno, con un patrimonio personale stimato sui 4,5 miliardi.
Rocco ha, però, un chiodo fisso: cresciuto con il pallone tra i piedi, sin da quando giocava nelle strade della Locride, sogna di diventare imprenditore calcistico. Dopo l'acquisto dei New York Cosmos, vuole entrare nel calcio italiano. Le occasioni non sono mancate: gli sono state proposte Sampdoria, Palermo, Reggina, Catania, Pescara e nel 2010 gli viene chiesto di entrare nella cordata di DiBenedetto che avrebbe acquistato la Roma. Il presidente di MediaCom rifiuta tutte le volte: pare che abbia un'inossidabile fede juventina e avrebbe dichiarato di investire volentieri solo sulla Juve, anche in una posizione di minoranza: "Pensavo a un ruolo alla Gheddafi - ha detto in passato - ma gli Agnelli non hanno bisogno dei miei soldi".
Oggi l'imprenditore calabrese, appoggiato da Goldman Sachs, ha avviato una trattativa con i rossoneri per salvare il Milan ridotto in brandelli dopo un anno di gestione cinese. Rocco Commisso sarebbe in vantaggio su Thomas Ricketts, fondatore della TD Ameritrade Holding Corporation, società di brokeraggio, anche lui nella corsa al club rossonero.
Ma perché adesso Commisso mette da parte la fede juventina e ci ripensa? Forse perché i Cosmos sono paralizzati da un conflitto tra le federazioni con la NASL, il campionato al quale partecipa il team, declassato a una specie di serie C, e Rocco ci tiene a lasciare comunque un segno nel calcio italiano che conta. In questi giorni è in corso una trattativa serrata tra lui, il Presidente Yonghong Li e il suo braccio destro David Han Li per cercare di acquistare il Milan. I tempi sono ristretti: entro il prossimo 6 luglio Yonghong Li deve trovare i 32 milioni anticipati da Elliott che altrimenti avvierà la procedura di escussione del debito, subentrando nella proprietà.
Rischio che Mr Li potrà scongiurare accettando l'offerta di Rocco Commisso, propenso ad anticipare tutto accollandosi anche i debiti. Il pacchetto messo sul tavolo dal presidente di MediaCom comprenderebbe: i 32 milioni di aumento di capitale da rimborsare a Elliott, la copertura dell’intero debito con il fondo di Paul Singer (303 milioni più interessi), un’immissione di 150 milioni in vista della campagna acquisti, il progetto di un nuovo stadio e una quota di minoranza del 30% a favore di Yonghong Li. Commisso è anche convinto che con lui al comando la sentenza UEFA - che ha escluso il Milan dall'Europa per una stagione - può essere ribaltata in occasione del ricorso al TAS di Losanna. Insomma un'offerta allettante che qualora venisse accolta sarebbe motivo di orgoglio per tanti milioni di italoamericani che vedono in Rocco Commisso il tipico self-made man che fa ben sperare.

L’articolo riporta la situazione aggiornata alle 13 di venerdì, dopodichè il giornale è stato mandato in stampa.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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