Randagi

Dom, 08/10/2017 - 11:40

Allarme randagismo nella Locride: da molti anni il nostro comprensorio vive un problema quotidiano che passa spesso sotto silenzio, il randagismo dei cani. La premessa a ogni discorso è che il novanta per cento del randagismo è frutto di un abbandono. Il problema si presenta puntualmente durante l’estate e a settembre, quando le famiglie che vanno in vacanza abbandonano il cane o prima di partire o prima di rientrare. Le associazioni animaliste nazionali sono concordi nell’individuare nella sterilizzazione il primo vero passo per contenere il problema. La sterilizzazione di massa è il vero mezzo per contrastare in modo serio e duraturo il randagismo di cani e gatti. È di questi giorni una lettera firmata da ventuno rappresentanti di associazioni animalisti calabresi, tra cui la dottoressa Marilene Bonavita, presidente dell’Associazione Oltre l’Arcobaleno Onlus, che chiede che sia attivata una rete di attività durature e permanenti contro il randagismo.
Le iniziative dovrebbero partire dalla Regione Calabria e dall’Assemblea dei sindaci della Locride.
Riportiamo uno stralcio della lettera inviata al governatore Oliverio e al commissario per il piano di rientro sanitario in Calabria, Massimo Scura, oltre che a tutti i prefetti delle cinque province calabresi.
“Eppure le norme e le leggi esistono, ad esempio l’articolo 120 della Costituzione, legge 4 novembre 2010, n. 201, che prevede la “ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno”. E poi ancora: la Legge 14 agosto 1991, n. 281, “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo; la Legge Regione Calabria 5 maggio 1990, n. 41 “Istituzione anagrafe canina, prevenzione randagismo e protezione degli animali”. Con la Delibera del Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2015, è stato conferito a Massimo Scura l’incarico di Commissario ad acta per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi dell’SSR calabrese, e indica tra le azioni prioritarie quelle inerenti la sanità pubblica veterinaria. L’ingegner Scura, con cui i rappresentanti della associazioni si sono incontrati il 4 ottobre scorso, ha dimostrato grande apertura e disponibilità ad affrontare in maniera seria il problema. Scura ha detto chiaramente che il ruolo più importante è quello dei veterinari ASP e dei sindaci, a cui si chiede la massima partecipazione. Il prossimo incontro è stato fissato per il 18 ottobre. Per la Locride la presidente Marilene Bonavita incontrerà l’Assemblea dei Sindaci.
Le associazioni firmatarie hanno sottolineato l’inoppugnabile carenza di canili sanitari in Calabria che rende impossibile, o vincola a inaccettabili limitazioni, il ricovero degli animali vaganti e conseguente erogazione di ogni prestazione sanitaria da parte dei Servizi Veterinari delle ASP, determinando una situazione di estrema pericolosità sull’intero territorio regionale.
Inoltre è evidente – è scritto nella lettera – la mancata ottemperanza, sul territorio regionale, di ogni normativa regolante il benessere degli animali d’affezione e la gestione del fenomeno randagismo della maggior parte delle Amministrazioni Comunali e delle ASP, e l’assoluta assenza di programmi di prevenzione dello stesso, per come prescritto nelle normative sopra richiamate, che configura un grave inadempimento da parte della Regione Calabria, dei Comuni e delle ASP.
Nella missiva i rappresentanti e presidenti delle varie associazioni che si occupano della tutela e salvaguardia degli animali chiedono un immediato intervento da parte della Regione Calabria che, in virtù di quanto disposto dall’art. 120 Cost., obblighi Comuni e ASP a un immediato adeguamento alle normative, incluso quanto disposto dall’art. 12, DCA 32/2015 (reimmissione cani sul territorio).
Alla Regione Calabria viene chiesta l’immediata adozione di un programma di prevenzione del randagismo (per come previsto dall’ art. 3, Legge 281/91), che dedichi adeguata attenzione alle cause oltre che ai devastanti effetti del fenomeno e che preveda iniziative di Informazione, Educazione, Formazione al fine di consentire la progressiva riduzione dei randagi e degli animali ricoverati nei canili con conseguente contenimento delle spese.”

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