Quell’acre odore de… l’umido

Dom, 14/04/2019 - 16:00

La storia è vecchia, a Siderno vi è un impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti solidi urbani che serve il comprensorio. Su quest’impianto si sono scritti fiumi d’inchiostro e si sono spesi laghi di parole sia per le emanazioni odorigene che per l’inquinamento derivante dal traffico dei camion che transitano nel territorio cittadino per conferire i rifiuti in località San Leo sulla sponda sinistra della fiumara Novito. Tutte le associazioni e il Consiglio Comunale di Siderno, con delibera nr. 948 del 13 maggio 2016, sono riuscite a scongiurare che l’impianto fosse implementato con un digestore anairobico o con un impianto per la carbonizzazione idrotermale con la crescita esponenziale delle criticità. Oggi che l’impianto lavora per smaltire l’umido dell’intero ATO, che comprende 47 comuni, e che si è convenuto altresì di non ritenere sempre valida la quantità massima di trattamento quotidiano a 15 tonnellate, come da ordinanza sindacale del maggio 2017, tornano attuali le criticità denunciate in passato. La fabbrica della puzza non è più un dismesso impianto privato ma è stata riesumata da una struttura pubblica che avrebbe dovuto risolvere i problemi invece che moltiplicarli, non dimostrando alcun rispetto per una comunità che ha scelto di inserire nello statuto all’art. 5 il divieto di nuovi impianti che possano inquinare l’ambiente. Le promesse si sono sprecate, addirittura si aspettava la consegna di apparecchi per la segnalazione delle emissioni odorigene appena se ne avesse sentore, al momento nessun sentore degli apparecchi. Siderno non può e non deve risolvere i problemi di una regione che ha elaborato un piano dei rifiuti che probabilmente non è quello giusto, la ragion di stato non giustifica il disagio per una popolazione costretta a vivere sopportando il disgusto di emissioni che rendono sgradevole qualsiasi attività quotidiana, non si gusta il caffè al mattino, non si può respirare a pieni polmoni davanti all’uscio di casa, gli odori del cibo cucinato si confondono con l’acre odore dell’umido del TMB. Non si guarda un programma televisivo con soddisfazione, non si riesce ad avere rapporti sociali spensierati perché l’aria è perennemente impregnata dell’acre odore dell’umido dei 47 comuni conferenti. Invece che la bretella dalla 106 Var/bis all’impianto TMB, evitando che i camion debbano percorrere le vie cittadine ammorbando l’aria con i miasmi del carico e i gas di scarico, si è realizzato un muretto sul letto del Novito che lo restringe ulteriormente e di dimensione ridicola che la prima piena porterà via; impattando ulteriormente il Sito di Interesse Comunitario già violato con le discariche, il depuratore e l’impianto TMB. Non si ha notizia della creazione di stazioni di compostaggio aerobico per la produzione di compost di qualità anche associando comuni viciniori evitando così il trasporto per lunghi tratti né che siano incentivate le compostiere domestiche o, dove non è possibile, piccoli impianti di prossimità ad uso di più famiglie o quartieri. Tutte queste deficienze le pagano i cittadini di Siderno e dei centri limitrofi dove si tenta di fare economia incentivando il turismo e la convegnistica e i rappresentanti della politica ad ogni piè sospinto partecipano a passerelle dove si sproloquia di progetti per accogliere ma poi si lascia il territorio in preda a criticità che i privati non possono superare. Se già ad aprile gli odori sono insopportabili immaginiamo come sarà a luglio e agosto quando le temperature non consentiranno di restare tappati in casa e si ha voglia di vivere all’aria aperta? A quando un provvedimento che ristabilisca la quantità di umido conferito all’impianto?

Autore: 
Arturo Rocca
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