Porto di Gioia: una svolta

Lun, 21/01/2008 - 00:00

Un Honda “anomala” su Gioia Tauro: decine di migliaia di autovetture della prestigiosa casa Giapponese hanno un approdo finale: il molo segnato nel destino del Mediterraneo sin da 4000 anni le accoglierà: nell’area retroportuale verrà realizzata la rifinitura e verranno eseguite le riparazioni dei difetti di fabbrica delle auto del Sol Levante.
L’impianto impegnerà circa 400 posti di lavoro. Ed è solo l’inizio. La svolta, perché di questo si tratta, ha un nome: stiamo parlando dell’ingegner  Francesco De Bonis, amministratore delegato della Ico –Blg Italia. Questo professionista calabrese a settembre si è messo a parlare con i vertici europei del colosso automobilistico Giapponese, con Hirotsugu Mochizuki presidente di Honda Europe e già dopo cinque mesi l’accordo è  stato sigillato con le firme giuste. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla buona volontà dimostrata in questa operazione dal gruppo giapponese Nvk Lines, leader del trasporto  di veicoli via mare.
 Un miracolo autentico che consente al Gioia Tauro di pensare oltre l’hub, vale a dire a quella  attività, che sinora gli ha consentito di sopravvivere divenendo l’area più importante, con oltre tremilioni di teus, per la movimentazione. Questa nuova prospettiva svincola il porto dal solo “mestiere” di trasbordare merci da una nave all’altra, dal transhipment.
Un ‘operazione “pilota” che potenzialmente ha tutti gli elementi per essere imitata, rivoluzionado, come minimo, l’assetto economico e sociale di tutta la Calabria Ultra: Reggio, il vibonese, il lametino e il catanzarese, fino a coinvolgere persino la frazione locride e la provincia crotonose.
Nuova creazione d’impresa e autentica possibilità di vedere un incremento di un numero consistente di occupati. Gioa Tauro ha aperto la sua suite a cinque stelle, una piastra logistica decorata da arazzi.
Da quando Suez abbrevia le miglia marine da quei luoghi che oggi giorno stimolano la produzione e fanno ballare  l’economia mondiale, per l’intero Oriente, il Mediterraneo è l’autostrada marittima per commerciare con l’Europa. L’Italia meridionale ne è l’approdo naturale, con buona pace di chi storicamente ha considerato il molo Calabria un boccone amaro da digerire.
Genova, Livorno, Trieste devono liberarsi di ogni dubbio: bisogna in qualche modo arrendersi a chi è stato chiamato dal destino e che da qualche mese, grazie all’affidabilità e l’impegno, riesce a vendere una struttura straordinaria. Ci sono tantissimi altri bastimenti appetibili e vaganti a cui lanciare la cima.
Ho sentito telefonicamente Francesco De Bonis. Gli ho posto qualche domanda: era in compagnia del delegato straordinario di Confindustria Reggio, Franco Femia. Quest’ultimo ha espresso infinita soddisfazione per il risultato ottenuto applaudendo l’azione della “compagine” Ico- Blg guidata con gran competenza dal suo Ammistratore delegato.
Ingenger De Bonis Gioia Tauro è terminal; Honda Motor ha accettato…
Si, è proprio così. E’ il primo cliente del terminal auto di Gioia Tauro. E’ un risultato importantissimo considerato che è il primo produttore che sdogana i suoi veicoli nel nostro porto. Il “Gioia Tauro” sarà una piccola succursale della grande casa automobilistica.
In che senso?
Per la prima volta grazie ai nostri centri tecnici specializzati all’interno dell’area retroportuale si monteranno e smonteranno optional, oltre a riverniciare e riparare i difetti di fabbrica.
Che dobbiamo aspettarci dopo questo “miracolo”?
Questa strutturra ha tutti gli elementi necessari per attrarre. La posizione geografica altamente strategica, l’impegno e l’affidabilità rendono la destinazione marittima calabrese molto appetibile.
Il sole sorge a Oriente quindi?
Cina, Giappone e India non possono abbassare lo sguardo: ci vedono. Il Mediterraneo è tornato a essere il centro dell’Europa. Gioia è il suo approdo naturale.
E la politica calabrese in che modo potrebbe agevolare questa svolta?
La politica dovrebbe essere più operativa. Vede, noi siamo andati oltre l’hub, loro, i politici, dovrebbero andare oltre i documenti strategici che a decine e decine sono stati sbandierati. Per raggiungere gli obiettivi individuati occorrono dei piani operativi che sia possibile attuare in sei, sette, al massimo otto mesi e non in dieci anni.
 è utile accorciare i tempio.
Per chiudere, ha una proposta per la nostra politica regionale?
Il centro del mondo, il Mediterraneo è casa nostra. Sarebbe interessante affidare una mansione a qualche figura che abbia il compito di occuparsi dell’economia in questo ambito territoriale e del bussiness con i paesi di questa area. Lei che ne penserebbe di una nuova delega di assessore…?

Autore: 
Ercole Macri
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