Ponte Allaro o: come Castore e Polluce trovarono umani più furbi degli dei

Dom, 06/01/2019 - 17:40

Castore e Polluce, figli di Zeus, intesi Dioscuri, per il dotto Salvini sono dio-scuri e quindi da rimandare nel loro paese di origine perché anche a Caulonia è finita la pacchia. Ma torniamo al dunque! Nell’Olimpo i due gemelli figli della stessa madre Leda ma forse di due padri, Zeus amante e Tindaro marito, che li concepirono nella stessa notte, si agitano alquanto a sentir parlare da anni del crollo del ponte monarchico e presi da un attacco di nostalgia saltano sulla cyclette del tempo e con due pedalate e mezza (mille anni a pedalata) arrivano sul posto per controllare di persona, si fa per dire, la situazione che tanto clamore suscita. I Dioscuri furono sempre considerati divinità benefiche e soccorritrici. Essi potevano comparire all’improvviso nel bel mezzo di una mischia per portare aiuto a chi si trovava in pericolo, oppure nel culmine di una tempesta marina ponendosi sull’albero maestro della nave. Ma adesso sono disorientati, non riescono a capire bene da che parte schierarsi anche perché abbagliati dalla luce del semaforo, pertanto chiedono delucidazioni ai due operatori ANAS in servizio giorno e notte h24, come si dice nel terzo millennio dopo Cristo. Verde si passa e rosso non si passa, spiegano. E a proposito di Cristo s’imbattono in un povero cristo segaligno che fuma e percorre anch’egli h24, con contapassi incorporato, il tragitto di andata e ritorno sul ponte repubblicano; si avvicinano e gli chiedono lumi scambiandolo per Mercurio e immaginando che abbia le ali ai piedi. “Oh Ermes puoi chiarirci con chi stare? Nel 535 a.C. ci fu facile scegliere abbiamo preferito i Locresi perché erano in numero inferiore, circa 10.000, contro i Crotoniati che erano 10 volte tanto ma anche perché nella Locride le cicale cantano, cioè le arti sono fiorenti mentre altrove regna la barbarie. Su nostro consiglio i Locresi attirarono i Crotoniati in un tranello e ne fecero strage e da questa sconfitta si risollevarono solo grazie alla austerità dei pitagorici e avendo paura di tornare verso Locri si rivolsero a conquistare Sibari, riuscendovi. Ma torniamo ai fatti. Come è possibile che ancora questo ponte non si sia riusciti a ricostruirlo?” E allora il povero cristo Mercurio, che oltre ad essere il messaggero degli dei è anche il protettore dell’eloquenza, del commercio e dei ladri così risponde: “Cari gemelli dizigoti in un contesto chiaro già a dicembre 2015 si sarebbe stanziato il milione e novecentomila stateri (al conio lo stesso valore dell’euro) per fare un guado sulla fiumara, ma questa soluzione avrebbe fatto imbestialire i miei protetti, commercianti e ladri non dimenticate, quindi si è andati avanti con le perizie, le progettazioni, gli incarichi, ecc. Per tre anni si sono mossi pubblici ufficiali e funzionari ANAS con ricche prebende e trasferte facendo girare l’economia degli hotel e dei ristoranti stellati. La politica ha inforcato le fasce tricolori e via nuove trasferte a Reggio, a Catanzaro e a Roma. Intanto le progettazioni vanno avanti, i lavori vengono appaltati, consegnati, iniziati, interrotti e giù nuove perizie. È la legge di Keynes, pagare per scavare buche e poi pagare per ricoprirle e l’economia gira. Senza tutto questo tira e molla non ci sarebbero stati i 6 milioni e 300mila euro, o stateri che dir si voglia, per mezzo ponte. Intanto il ponte repubblicano continua a fare il proprio dovere fino alla portata di 7 tonnellate, appena il monarchico sarà completato si dovrà buttare giù il repubblicano che non sopporta i carichi maggiori. E qui si aprirà un nuovo capitolo lungo altri 5 anni e se l’Olimpo vuole ci saranno altre risorse per questo territorio dimenticato”. Castore e Polluce si affrettano a pedalare all’indietro sulla cyclette del tempo per aver trovato umani più furbi degli dei.

Autore: 
Arturo Rocca
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