Pm Lombardo: "Contro le mafie non basta guardare, bisogna agire"

Sab, 24/02/2018 - 09:40

"Attraverso la percezione di quelle paure e di quegli sguardi abbiamo capito che la risposta alla domanda di giustizia, in questo Paese, passa dal coraggio di chi agisce e non dal silenzio vigliacco di chi osserva". Lo ha dichiarato Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto a Reggio Calabria in un intervento consegnato ad Attilio Bolzoni, giornalista di La Repubblica esperto di mafie (http://mafie.blogautore.repubblica.it/2018/02/1640/). "Alla coscienza dei tanti che per troppo tempo si sono interrogati sull’efficacia delle azioni da intraprendere – continua il PM Lombardo – le mafie hanno continuato a contrapporre veicoli comunicativi rapidi, che allo stesso tempo sono divenuti destabilizzanti ed eversivi. Proprio per questo oggi siamo chiamati a rinnovare la determinazione di chi coltiva un alto senso di giustizia ed è consapevole che la forza della legge diventa dirompente nell’azione di contrasto del crimine organizzato nel momento in cui la sua concreta applicazione sia preceduta dalla comprensione profonda del linguaggio, spesso simbolico, allusivo o gestuale, di tutti coloro i quali determinano, realmente, le sorti di strutture mafiose così ampie, complesse ed evolute. Quello delle mafie non è il nostro linguaggio. Non è il nostro modo di comunicare e non lo sarà mai. Al dovere morale di combatterli con tutte le forze, senza girarsi mai dall’altra parte, deve seguire oggi l’impegno collettivo di tutti quelli che hanno scelto di contribuire alla crescita di una comunità nazionale che si identifica negli alti principi antimafia della nostra Carta costituzionale. È indicata in quelle pagine la strada che ognuno di noi è chiamato a seguire. Nel contrasto alle mafie non ci sono spettatori, non ci sono tifosi, non ci sono sostenitori: ci sono solo cittadini che svolgono tutti insieme funzioni pubbliche, con disciplina e onore, divenendo protagonisti di quella necessaria e ampia azione di salvaguardia del bene comune. Non è più tempo di sperare che altri, domani, facciano la parte che oggi tocca a noi – conclude Lombardo – Domani, nell’azione di contrasto alle mafie, è sempre troppo tardi”.

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