Perché non posso iscrivermi al circolo del PD della mia città?

Dom, 09/04/2017 - 14:41
La controversa campagna di tesseramento recentemente attuata dal Partito Democratico, che in diverse città del nostro comprensorio ha visto molti attori politici vedersi rifiutare il rinnovo dell’iscrizione alle sue liste, ha prodotto la riflessione di un militante di primo piano della politica locale. Si tratta di Vittorio Zito, vicesidaco di Roccella Jonica oggi non più membro effettivo del PD, che si domanda se l’atteggiamento tenuto da molti circoli locali sia degno del primo partito del pae

Tutti sanno che domenica scorsa si è votato nei circoli del PD per indicare i candidati da presentare alle primarie aperte per la scelta del prossimo segretario nazionale. Io avrei voluto partecipare a quelle votazioni, ma non ho potuto. E questo mi è fortemente dispiaciuto.
Ovviamente non userò questo spazio che mi ha concesso la Riviera per parlare del mio dispiacere, argomento che, non avendo io doti politiche, culturali o morali di particolare rilievo, al più potrebbe interessare qualche mio intimo amico. Utilizzerò questo spazio, invece, per proporre una riflessione che spero possa essere di un qualche interesse generale, anche in relazione alle considerazioni, molto più autorevoli delle mie, fatte nelle scorse edizioni del giornale sulla campagna (?) di tesseramento 2016 promossa dal PD in provincia di Reggio.
Una campagna emergenziale, con tutti i limiti di un tesseramento di emergenza e che nessuno, ritengo, possa considerare come punto di partenza di una nuova stagione che superi l’attuale fase di commissariamento. Una campagna che, però, ha fatto venire alla luce un problema di una qualche rilevanza, che si sbaglierebbe a relegare come mera “questione locale”. Parlo della presenza sul territorio di militanti – che spesso ricoprono ruoli di rappresentanza istituzionale – che non hanno potuto iscriversi ai rispettivi circoli cittadini del PD.
La Commissione di Garanzia, all’indomani della chiusura delle iscrizioni, si è trovata a discutere di una serie articolata di situazioni nelle quali i circoli cittadini hanno rifiutato di consegnare la tessera ad alcuni richiedenti. Le motivazioni sono state diverse, ovviamente nessuna di carattere personale e tutte quindi, nella loro diversità, di natura comunque politica, in specie nel caso di rifiuto di iscrizione di esponenti delle istituzioni comunali. Come nel mio caso.
Anzi, come nel caso di Roccella, dove la tessera non è stata concessa al Sindaco Certomà, al Presidente del Consiglio Comunale Ursino e a me. E dove il PD ha perso anche l’iscrizione di un altro assessore e di un consigliere di maggioranza. A Roccella, su 13 componenti del Consiglio Comunale, 6 avrebbero voluto e potuto iscriversi al PD, ma di questi solo uno è iscrivibile al circolo cittadino, ed è un consigliere di minoranza. 5 consiglieri di maggioranza su 8, invece, come nel mio caso, si vedrebbero impedita l’iscrizione. Perché?
La storia politica locale recente ci racconta di una frattura profonda che si è registrata nel circolo in occasione delle elezioni del 2009. Assieme a tantissimi iscritti non condivisi la linea politica del circolo e, convinti che quella linea avrebbe portato il PD fuori dal governo cittadino (che il PD aveva sostanzialmente guidato per 10 anni dal 1999), arrivammo ad abbandonare il circolo promuovendo una lista civica. Lo facemmo perché l’allora dirigenza provinciale non ascoltò le nostre ragioni, e tentò di imporre dall’esterno scelte che non condividevamo e che pensavamo avrebbero portato al suicidio politico di 10 anni di buon governo cittadino.
In democrazia c’è un momento preciso in cui è possibile giudicare una linea politica: le elezioni, il momento in cui si chiede al popolo di scegliere. In quelle elezioni i cittadini roccellesi scelsero la nostra proposta, portando alla guida di Roccella lo stimatissimo Certomà, un uomo che ha fatto parte della storia del PCI di Reggio Calabria. E scelsero di lasciare addirittura fuori dal Consiglio Comunale i rappresentanti del circolo PD di Roccella, tra i quali alcune delle intelligenze più attive della nostra comunità. Per 5 anni, poi, pur continuando l’impegno instancabile a favore del PD, tutti rimanemmo fuori dal circolo di Roccella. Nel 2014 la storia si ripete. Ancora una volta, senza nessuna analisi critica di quello che era successo nel 2009, la dirigenza del circolo si attesta su una posizione di estrema opposizione al governo cittadino e promuove una lista civica, in verità alquanto variegata, che si presenta alle elezioni e viene clamorosamente bocciata dai cittadini. Il circolo del PD riesce a eleggere uno dei 4 consiglieri di opposizione grazie alla legge sulla preferenza doppia uomo-donna.
Ho voluto raccontare in sintesi 8 anni si vita politica locale per una precisa ragione. A Certomà, a Ursino  e a me è stata rifiutata l’iscrizione al circolo non certo per motivi personali o di indegnità morale. Ma per una ragione politica: ovvero, perché il circolo ha una linea politica diversa e opposta alla nostra per ciò che concerne l’amministrazione di Roccella. Una motivazione vera e incontrovertibile.
Il problema, però, è diverso e supera la questione Roccella. Riguarda, invece, l’affermazione di una visione dogmatica e proprietaria del partito. Cerco di spiegarmi meglio. Se per due elezioni comunali consecutive la linea politica del circolo PD viene bocciata dall’elettorato, mentre una cospicua parte dei militanti che erano iscritti nel 2004 propongono una linea politica diversa che porta alla guida della cittadina un uomo del PCI e consegna una giunta formata per intero (nel 2004) e per tre quinti (oggi) da militanti del PD. Se tutto questo è successo, come è successo, un circolo serio si interrogherebbe sulla bontà della sua linea politica. Se non lo fa o è perché ha una visione del partito come movimento a vocazione minoritaria; oppure è perché ritiene la sua linea politica un dogma indiscutibile e che il circolo debba essere costituito da un gruppo chiuso e ristretto di fedelissimi che non discutono.
Roccella è un caso isolato? Leggendo le cronache credo di no. È utile che i dirigenti provinciali continuino ad ignorare queste situazioni in vista del tesseramento 2017? Penso di no e, se posso, suggerirei di avviare al più presto sul territorio – nei casi come Roccella - una discussione che possa portare non tanto a decidere chi ha ragione (in politica le ragioni, come gli errori, non stanno mai da una sola parte) quanto a ricercare, ove possibile, soluzioni che consentano di allineare le ragioni dei circoli con il sentimento dei cittadini. Una discussione serena, laica e non dogmatica sulle ragioni di chi ha scelto di non seguire la proposta del proprio circolo cittadino consentirebbe al partito di non chiudersi nella difesa di un fortino che, spesso, diventa sempre di più vuoto di persone e, soprattutto, di idee e passione politica.
Non so se i dirigenti provinciali del PD leggeranno questo articolo e se vorranno considerare questo mio punto di vista. Non ci sono certo ragioni di tattica politica perché lo facciano. Credo che tutti i militanti non iscritti, come farò io, alle primarie voteranno come sempre numerosi. E lo faremo anche nei prossimi appuntamenti elettorali che vedono impegnato il PD. E continueremo a organizzare e a partecipare a momenti di discussione pubblica sul partito. Per questo l’utilità a considerare queste ragioni, da un punto di vista di profitto elettorale, è nulla. Si tratta piuttosto di decidere se dare nuovo slancio al partito nelle realtà locali o lasciare che queste si consumino in contrapposizioni tra difese dogmatiche e ragioni collettivamente condivise. Se ricercare strade che portino non ad abiure o forche caudine (che in politica non servono a nulla), ma ad aperture e discussioni che diano linfa vitale ai circoli. O continuare a celebrare i congressi in tristi angoli all’interno di locali pubblici.
Noi, che amiamo la politica come massimo esercizio del vivere civile, a questa discussione saremmo interessati. Per il bene del PD di Reggio Calabria, e non certo per esigenze personali, speriamo che anche altri lo siano.

Vittorio Zito – Militante non iscritto al PD e Vicesindaco di Roccella Ionica

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