Pensate a chi ha visto tutto quando ancora non c’era niente…

Dom, 08/07/2018 - 10:20

Lo scorso fine settimana sono stato a Roccella, colpa di questi giovanotti irriverenti che hanno organizzato la manifestazione “Meta”. Sì, perché dal primo giorno ho visto questo bell’evento e ho intuito che avrebbero fatto cose serie. Così sabato verso le undici di sera mi trovo al porto di Roccella, passeggio tra le bancarelle, guardo qualche spettacolo di artisti di strada e osservo la gente che riempie questo pezzo di paradiso della nostra bella Locride. Dopo un po’ andiamo a vedere questa nuova barca che ha attraccato al porto, mi dicono sia della famiglia del Primo ministro di Malta, si chiama “Zarina”, in effetti non è una barca ma una villa che galleggia, sono tre piani di lusso e bellezza concentrati in una ventina di metri. Non mi attirano molto le imbarcazioni, sono più un tipo da spiaggia che da yacht, però ho voluto soddisfare questa mia curiosità. Così in modo distratto mi ritrovo alla fine della banchina e nel voltarmi vedo tutto il porto pieno di gente, di spettacoli e di divertimenti. Allungo lo sguardo e vedo la parte alta del porto: succede qualcosa di magico in questo momento perché ad un tratto immagino questo tratto di mare come era prima della costruzione del porto; vedo la sabbia, le agavi, la pineta che ancora resiste nei dintorni, e penso al mio amico Sisinio Zito. Penso cosa abbia potuto pensare in quei tempi, quando insieme ad altri hanno sognato di arrichire questa piccola cittadina di un porto. Immagino che abbiano discusso su cosa poteva essere quest’opera per i loro figli. E allora qualcuno avrà detto: "Lì ci vanno le banchine, lì invece la zona ristorante, lì la capitaneria". "Poi un giorno arriveranno dei catamarani" - avrà detto un altro, mentre interveniva un terzo: "Nel periodo della Madonna della Grazia, qui faremo una festa per far vivere il porto a grandi e bambini. Sì, dai andiamo a fare il progetto".
Hanno visto ieri quello che oggi è una realtà.
Rifletto su questa visione, penso alla lungimiranza di chi ha pensato al futuro del proprio paese, e penso alla bravura di questi ragazzi che forse per la prima volta hanno proiettato il sogno dei loro avi. Penso, anche, che spesso chi fa politica non capisce quale vitale missione sia la politica: chi decide oggi deve riuscire a vedere cosa succederà tra 50 anni, cosa riuscirà a lasciare alle future generazioni, come potrà far vivere meglio i propri figli.
Oggi, dopo qualche giorno, mi ricordo ancora di Sisinio Zito. Venerdì sono passati due anni dalla sua scomparsa; è vero che avevo già parlato di lui pochi numeri fa, però mi piace ricordarlo in questo modo, senza parlare di quello che è stato, ma riflettere sulle sue “visioni”.
Mi porta a capire meglio dove deve andare questo territorio, come si sono fatte determinate scelte, cosa ha fatto sì che nel tempo siano state giuste per tutti. Mi serve per comunicare a quelli che oggi fanno politica che spesso bisogna guardare dove gli altri non vedono. Come faceva Sisinio Zito.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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