Parentela (M5S) risponde punto per punto a Sorical, "Regione silente, tariffe illegittime"

Ven, 22/12/2017 - 19:20

«Dal marzo scorso il Movimento 5stelle organizza iniziative sui territori per far conoscere lo scandalo delle tariffe illegittime applicate ai Comuni e, quindi, pagate dai cittadini». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela, in risposta a un lungo comunicato di Sorical. «Alle puntuali argomentazioni di M5s – sottolinea il parlamentare – non ha fatto seguito alcun riscontro dalla Regione Calabria, che detiene la maggioranza assoluta della spa Sorical, la quale ultima, per bocca dei commissari liquidatori, ha accusato 5stelle di demagogia, ritenendo giuridicamente infondati i rilievi del Movimento sulle tariffe illegittime applicate e perfino bollandoli come affermazioni 'gravi, false e pericolose'». «Nelle spiegazioni fornite, Sorical ha precisato – ricorda il parlamentare 5stelle – d'aver proceduto 'ad applicare le tariffe idriche determinate dall’Autorità pubblica di volta in volta competente', anche con riferimento alla delibera di giunta n. 91/2005, con la quale la Regione Calabria ha stabilito una procedura di adeguamento delle tariffe idriche». «La gestione Sorical – continua il parlamentare – ha avuto inizio il primo novembre 2004. All’epoca l’Autorità pubblica competente per determinare gli adeguamenti delle tariffe idriche era il Cipe, che avrebbe stabilito gli adeguamenti per l’anno 2004 con la delibera n. 117/2008 (prima decorrenza 26 marzo 2009); fino al 26 marzo 2009 nessun adeguamento in base alle leggi vigenti in materia poteva essere applicato ai Comuni calabresi che, viceversa, hanno subito aumenti a doppia cifra». «Per quanto riguarda – rimarca il parlamentare 5stelle – la delibera di giunta regionale n. 91/2005, con la quale la Regione Calabria ha stabilito una procedura per gli adeguamenti delle tariffe idriche, Sorical ha evidenziato una carente informazione. La normativa vigente in materia era molto chiara: gli adeguamenti tariffari dovevano essere determinati o mediante il 'metodo normalizzato', laddove il sistema idrico era integrato, o mediante il cosiddetto 'regime Cipe', laddove la gestione delle varie fasi del ciclo idrico avveniva, come in Calabria, in maniera disgiunta». «La chiarezza del legislatore – rammenta Parentela – portò la Regione Calabria a presentare, nel marzo del 2006, un ricorso di legittimità costituzionale, avocando a sé le competenze per gli adeguamenti delle tariffe idriche. E arriviamo al vero nodo della questione. Nel luglio del 2009 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 246, ha stabilito che l’adeguamento delle tariffe idriche è 'competenza legislativa esclusiva dello Stato', rigettando, nel corpo della sentenza stessa, la ipotizzata violazione di legittimità costituzionale avanzata dalla Regione Calabria. Nel febbraio del 2010 la Corte costituzionale, con sentenza n. 29, riprendendo quanto stabilito con la precedente sentenza ha dichiarato la nullità degli atti regionali che hanno determinato adeguamenti delle tariffe idriche, perché la competenza in tale settore è 'esclusiva dello Stato, e tale attività è preclusa alle regioni'».

«Come noto – spiega Parentela – le sentenze della Corte costituzionale esplicitano le leggi, e il Movimento 5 Stelle ne chiede semplicemente l’applicazione. E magari questa volta siamo stati fortunati, perché nel luglio del 2009 e nel febbraio del 2010 assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria era il signor Luigi Incarnato, attuale commissario liquidatore di Sorical ed estensore della nota in questione. Magari il signor Incarnato potrebbe, e dovrebbe, spiegare come mai delle sentenze della Corte costituzionale non sono state prese in alcuna considerazione e come mai nessuna delle sue strutture si è accorta di un simile, mancato rispetto delle regole». «Perché – chiede Parentela – la Regione Calabria, e non Sorical, non dà le necessarie e dovute spiegazioni di un simile comportamento che ha permesso di considerare “acqua fresca” sentenze della Corte costituzionale? Come possono definirsi delle tariffe che non hanno rispettato precise sentenze della Corte Costituzionale?». «Illegittime – prosegue il parlamentare 5stelle – è il termine più esatto, e non c’è in questo alcuna falsità, gravità o, addirittura, pericolosità. Il Movimento 5stelle, grazie all’apporto di tecnici del settore, ha calcolato le tariffe che avrebbero dovuto essere applicate ai Comuni calabresi se fossero state rispettate le normative vigenti in materia; lo ha fatto in base ai dati ufficiali dichiarati dalla Regione Calabria e dalla stessa Sorical. Ebbene nel periodo compreso dal 1° novembre 2004 al 31 dicembre 2016 il maggiore importo fatturato ai Comuni calabresi, e quindi pagato dai Cittadini, è stato dell’ordine di 120-140 Milioni di euro». «Questo – chiarisce il parlamentare 5stelle – diciamo nelle iniziative pubbliche sempre più partecipate, raccontando una 'storia' che sarebbe passata nel silenzio più tombale e che rappresenta un'illegalità, un'ingiustizia micidiale nei confronti dei calabresi. Poi potremmo parlare anche di altro, per esempio dei 98 milioni di euro di investimenti che dovevano esser realizzati nei primi 5 anni di gestione; dei 54 milioni di investimenti dichiarati (dal 2006 al 2009) e dei 124 fatti “pesare” in tariffa (dal 2006 al 2010); dei 3.500.000 annui concessi dalla Regione Calabria a Sorical come anticipazione per la realizzazione di investimenti». «O – conclude Parentela – di una condotta, nello specifico a Catanzaro, dalla quale, a ridosso delle imminenti festività, fuoriesce ancora un enorme quantitativo di acqua, nell'indifferenza perpetua di Sorical e col rischio di un'ennesima sorpresa ai cittadini, magari a Natale o a Capodanno».

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