Originario della Locride, Mirco Pio Coniglio seduce il pubblico di The Voice

Dom, 20/05/2018 - 13:00

Non conosce altra ragione di vita se non il canto. A soli 21 anni, Mirco Pio Coniglio, originario di Bivongi, ha un curriculum di tutto rispetto. Nel 2009 ha conquistato il pubblico di “Io Canto”, il talent show dei piccoli prodigi in onda su Canale 5 e presentato da Gerry Scotti. Da lì è tutto un crescendo. Mirco si aggiudica un corcorso canoro dietro l’altro, conquistando le diverse giurie grazie a una capacità vocale, un timbro e una padronanza della voce incredibili. Quest’anno ha deciso di partecipare a The Voice, il talent di Rai2, entrando a far parte del team di Francesco Renga e aggiudicandosi la semifinale.
Quando hai capito che il canto sarebbe stata la tua strada?
L’ho capito fin da subito, ma ne sono stato veramente consapevole durante la mia prima esperienza televisiva a “Io Canto”.
Hai dichiarato di non aver mai studiato canto, eppure ti è stata riconosciuta una buona tecnica. Dove l’hai appresa?
In realtà non è che non abbia mai studiato canto, ho avuto la possibilità di incontrare sulla mia strada il maestro Carlo Frascà che in poche lezioni mi ha dato delle basi di tecnica vocale molto solide. Mi sarebbe piaciuto frequentare scuole e maestri di canto, ma le possibilità economiche della mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, non me l’hanno permesso.
Perché decidi di partecipare a The Voice?
La mia partecipazione a The Voice è avvenuta per caso. Si tratta di un format che mi ha sempre affascinato. Quest’anno mi sono iscritto e sono riuscito ad accedere ai casting mandando un video provino a una vecchia mail di The Voice del 2013, e l’ho fatto prima ancora che fossero aperti i casting.
Quando ti ha contattato la redazione di The Voice per comunicarti che eri stato selezionato cosa hai provato?
La redazione mi ha contattato la sera stessa dell’invio del mio provino e appena ho ricevuto la loro telefonata sono scoppiato a piangere. Era una telefonata che aspettavo da tempo, sebbene mi trovassi in una situazione di “fermo” a livello canoro: avevo, infatti, intrappreso un’esperienza lavorativa in un hotel per aiutare la mia famiglia, e non avevo abbastanza tempo libero per continuare a coltivare la mia passione.
“Con una voce come la tua prima ti faccio fare un disco e poi me lo compro” - ha dichiarato Francesco Renga dopo la tua prima esibizione a The Voice. Quanto questo ha influito nella scelta di entrare a far parte del suo team?
In realtà non ha influito affatto, diciamo che ho dato più importanza alle parole di Cristina Scabbia che aveva c’entrato in pieno l’obiettivo che volevo raggiungere alla Blind Audition, ovvero raccontare la storia di una mia amica scomparsa poco tempo prima. Il cuore mi ha portato a scegliere Francesco Renga forse perché l’ho interpretato come un segno del destino: Francesco è stato, infatti, il primo “Big” con cui ho avuto la possibilità di duettare a “Io Canto”.
Parlaci del Francesco Renga dietro le quinte...
Francesco Renga dietro le quinte è una persona molto umile, allegra e gli piace giocare; quando registravamo le clip dovevamo rifarle più di una volta perché lui guardandomi scoppiava sempre a ridere e anche io non riuscivo a rimanere serio. Durante tutto il tempo passato a The Voice lui è stato molto importante per la mia rinascita, infatti non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto da guida in questo fantastico percorso.
Grande sorpresa è stata vedere che a tifare per te, oltre alla mamma e alla nonna, era presente anche il papà. Da quanto tempo non scendevi da lui in Calabria?
La redazione, la sera delle Blind Audition, ha voluto farmi questa magnifica sorpresa: invitare mio papà che non vedevo da quasi sei mesi.
Che ricordi hai della tua infanzia trascorsa a Bivongi?
Ho dei ricordi veramente belli, sono sempre stato legato alle mie radici, i ricordi più forti che ho del mio paese sono tutti legati alle giornate passate con gli amici nei vicoli di Bivongi a cantare e ballare.
Tornando ai talent, secondo te, quanto hanno condizionato il mondo discografico oggi, in particolare in Italia?
Tantissimo, i Talent ti portano subito in alto. Purtroppo dopo bisogna continuare a lavorare perché altrimenti tutto finisce di nuovo nel dimenticatoio. Per fortuna, oltre ai talent, ci sono ancora in Italia produttori discografici che se vedono il vero talento lo riconoscono. Io spero di continuare a coltivare la mia passione e fare breccia non solo sugli addetti ai lavori ma anche sul pubblico, e non solo quello di The Voice.
Francesco Renga ha scelto Asia per la finale di The Voice ma ha avvertito che le vostre strade non si separano qui. C’è già qualche progetto in cantiere?
Quello che posso dire oggi è che questa possibilità di collaborare con Renga non è remota, ma io comunque vado avanti per la mia strada, dove sono confortato dalla stima e dall’interesse di nuovi amici discografici che mi hanno garantito la loro disponibilità a starmi vicino in un eventuale percorso artistico.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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