Movimento Nazionale: “Porto aperto… alla demagogia”

Lun, 11/06/2018 - 17:20

Il Sindaco Falcomatà con la sua dichiarazione sulla apertura del porto cittadino alla nave Aquarius ha definitivamente consacrato la sua visione binaria dell’Istituzione che rappresenta: infatti, egli se da un lato si allinea ai dettami di partito, accodandosi ad altri suoi colleghi sindaci, nella strumentalizzazione di un dramma umano, con una “apertura” impossibile ed illegittima, perchè formulata in violazione di una disposizione ministeriale e, dunque, meramente demagogica e propagandistica, d’altro canto, dimostra scarso rispetto delle Istituzioni e delle Autorità di governo, ponendosi in netto contrasto con decisioni assunte da superiori organi competenti e preposti.
Dissentire da una decisione assunta a livello governativo, contestandone il merito e la sua opportunità è attività che certamente rientra nel normale dibattito politico, ma dichiarare di disporre in contrasto con quanto prescritto a livello nazionale e ministeriale assume ben altro aspetto.
Così, incapace di amministrare l’ordinario, ma sempre pronto a cavalcare possibili occasioni mediatiche e social, Falcomatà sfida il Ministro dell’Interno, dando la disponibilità del Porto di Reggio all’attracco dell’ennesima nave carica di schiavi del nuovo millennio. Esseri umani divenuti merce per servire un business su cui lucrano in molti e che di umanitario ha davvero poco, a guardare le condizioni di precarietà cui sono spesso costretti a vivere gli immigrati a carico della comunità italiana.
Così mentre la città langue in una situazione di degrado senza precedenti, tra anarchia e incuria, egli non trova di meglio che abbandonarsi a queste esternazioni da parata, che forse ambiscono a palcoscenici internazionali, dimenticando quanto da lui stesso affermato solo alcuni mesi fa dalle colonne di uno dei quotidiani Nazionali al suo partito più vicino, quando lamentava “una città al collasso” a causa dei troppi sbarchi.
Si contraddice Falcomatà e lo fa solo per ragioni di opportunismo politico, ignorando che per amministrare un territorio e per farlo bene serve coerenza e coraggio, non certo un utilizzo di situazioni drammatiche a fini mediatici.
Ma il Sindaco, ormai lontano anni luce dalle vere necessità dei suoi concittadini, ci ha abituato a questo ed altro, a dichiarazioni totalmente prive di un seguito in termini di fattività, di atti concreti. Per anni, insieme alla sua giunta, ha sonnecchiato su diverse questioni prima di ridestarsi quando il “bottino” era già lontano da Reggio. Tra le altre omissioni, non ha mosso negli anni passati opposizione politica concreta contro la paventata possibilità del trasferimento del traffico pesante da Villa a Reggio e oggi che questa ipotesi si profila in via di realizzazione se ne ricorda solo per ergersi a poco credibile capopopolo.
Altro che prospettiva turistica si profila per il nostro porto, impegnato in hot spot accoglienza profughi da un lato e imbarco mezzi pesanti dall’altro, nel silenzio sostanziale e nella approvazione non soltanto di Sindaco e Giunta, ma di tutta la maggioranza di Palazzo San Giorgio, che ieri ha visto il Presidente del Consiglio Delfino cimentarsi in una performance poetico dialettale dai toni ingiuriosi e fors'anche vilipendenti, dimentico del suo ruolo Istituzionale e di garanzia che rappresenta in seno al Civico Consesso.
Davvero una avvilente cartolina che Reggio invia al Paese, a conferma del suo stato di trascuratezza gestionale deprimente e della inconsistenza acclarata dei personaggi che la stanno amministrando.

Ernesto Siclari Segretario Provinciale
Movimento Nazionale per la Sovranità

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