Mobilità elettrica questa sconosciuta

Dom, 25/08/2019 - 16:40

In un periodo storico in cui il problema ambientale è uno dei più pressanti per la nostra società, il possesso di un’auto elettrica, da pretesa inusuale ed eccentrica, sta divenendo una realtà sempre più diffusa. Ne sa qualcosa il proprietario di una Tesla Model 5 che ha deciso di trascorrere le proprie vacanze nel nostro comprensorio ritrovandosi però a dover far fronte non senza difficoltà al problema della ricarica del proprio mezzo. Uno dei principali deterrenti all’acquisto di un’auto elettrica, in tutta la Penisola, è in effetti proprio il numero ridicolo di colonnine di ricarica presenti sul territorio e, ahinoi, la Locride non fa affatto eccezione. In tutta l’Area Metropolitana di Reggio Calabria, anzi, sono solamente quattro i punti di ricarica per le suddette auto, tre dei quali si trovano a Reggio Calabria. L’unico altro punto segnato sulle mappe è quello della Concessionaria Filcar di Siderno, grazie alla quale il nostro ha potuto risolvere il proprio problema, e sappiamo che uno ulteriore è stato installato un paio di estati fa sul lungomare di Roccella Jonica ma, considerata l’assenza di riferimenti online, dobbiamo ammettere di non sapere se sia attualmente funzionante. Ad onor di cronaca, va detto che lo scorso settembre la Regione Calabria ha pubblicato un avviso per la costruzione di 58 colonne di ricarica elettrica in 52 differenti località calabresi entro la fine del 2020 ma, in un territorio a vocazione turistica come il nostro, che fa della bellezza del paesaggio e del clima salutare e rinvigorente i suoi cavalli di battaglia, dobbiamo ammettere che questo sforzo iniziale ci sembra piuttosto misero. La nostra Regione, troppo spesso fanalino di coda delle politiche socio-economiche italiane (per non dire europee), dovrebbe guardare con grande attenzione a questo cambiamento intenzionato a trasformare radicalmente il modo di concepire la mobilità su strada non da qui a qualche secolo, ma da qui a cinque anni o, in altre parole, da qui alla fine della prossima legislatura regionale. Non sarebbe dunque il caso di premere con vigore sull’acceleratore del cambiamento e, contrariamente a quanto è stato fatto con la linea ferrata Jonica (per lunghi tratti percorsa, ahinoi, ancora da lettorine diesel) farsi trovare preparati a questa rivoluzione senza ricorrerla affannosamente? Entro tre anni non potranno più avere accesso al centro di Milano i veicoli con motore a scoppio. Noi non pretendiamo tanto, ma non vorremmo nemmeno che, tra un decennio, la nostra Regione diventasse una sorta di isola felice per benzinai…

Autore: 
Jacopo Giuca
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