"Micu Mc Donald" accusa lo zio di due omicidi avvenuti a Platì e Locri

Sab, 17/06/2017 - 12:49

Domenico Agresta, alias "Micu Mc Donald", 28 anni, e nipote del boss Domenico Agresta, capo supremo della ‘ndrangheta in Piemonte, dallo scorso ottobre ha deciso di collaborare con la giustizia. Affiliato alla ‘ndrangheta fin da quando era bambino, è in carcere dal 2008 con l’accusa di aver ucciso il piastrellista 23enne Giuseppe Trapasso ed è stato condannato a 30 anni in via definitiva. Per la Dda di mezza Italia, Domenico Agresta potrebbe essere utilizzato come ariete contro la mafia calabrese. Dalle ultime deposizioni rilasciate, "Compare Mico" non risparmia nessuno, neppure i familiari. Accusa il padre, Saverio, di gravissimi delitti: "Non posso fare nomi perchè ci sono indagini a Torino ma ho già riferito che mio padre ha commesso due omicidi". Accusa poi lo zio materno, Pasqualino Marando, scomparso nel 2002 per lupara bianca, dell'uccisione di un uomo avvenuta a Platì con la vittima sotterrata insieme alla sua auto. "Hanno usato un escavatore per fare il buco. Non mi è stato detto dove sia stato seppellito. Questa circostanza del seppellimento del morto con la macchina mi è stata riferita quando ero detenuto". L'altro omicidio di cui si sarebbe macchiato lo zio sarebbe avvenuto a Locri.  Alla vittima venne lasciato "il fucile in bocca come segno di sfregio, a significare che non avrebbe dovuto parlare".

Fonte Gazzetta del Sud

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