Mastro di “tirata” nella ‘ndrangheta

Dom, 05/08/2018 - 18:40
Giudiziaria

Alla fine c’è anche la figura del “mastro di tirata” nella ’ndrangheta. Una figura che emerge con prepotenza nell’ultima indagine della procura antimafia di Reggio Calabria, indagine, per intenderci, denominata “Teorema” dei giorni scorsi. Il “mastro di tirata” è indicato quale persona deputata al controllo del rispetto delle regole durante le operazioni di battesimo. Le frasi intercettate dagli investigatori e contenute nell’ordinanza di custodia cautelare sono le seguenti: «C: C'È IL MASTRO DI TIRATA... ; R: di tirata che vuole dire?; C:... in verità deve stare attendo che nulla deve girare storto...».
Con dovizia di particolari, C. spiegava… i compiti che ciascuno degli affiliati di vertice rivestiva all’interno del sodalizio. In pochi minuti l’esperto boss stilava un compendio di tutte le più significative “doti” ‘ndranghetiste [“…il mastro di giornata è quello che passa le novità... ogni giorno giusto... c'è questo qua che deve passare le novità... c'è una novità... (…) poi c'è il capo società... (…) il locale... a Cannavò c'è un locale... (…) poi c'è il contabile... giustamente quello che tiene i soldi... (…) ogni locale... c'è una zona... (…) ha un capo società, un contabile e un mastro di giornata... (…) c'è il mastro di giornata... c'è... hai capito... poi ci sono i picciotti, camorristi e sgarristi...(…) ed il massimo... il massimo... c'è quello che ha la "Santa"... (…) lo sgarrista... per essere capo società devi essere almeno completo... completo bisogna avere queste tre cariche... picciotto... camorrista e sgarrista... e sei completo... può fare il capo società sennò... no (…) il picciotto è picciotto... base criminale, giovane...].
C. evidenziava che tali notizie erano ormai di dominio pubblico e leggibili pure sulla stampa, come da lui più volte personalmente constatato [ma uno queste cose dai giornali... le hanno scritte tutti i giornali...]; ma sottolineava come vi erano notizie, di cui anch’egli era evidentemente depositario, ancora non note alle forze dell’ordine e alla magistratura […che può fare queste cariche no... e poi ci sono un sacco di cose... regionali... mondiali... queste non le sanno tutti... e neanche loro sapevano queste cose... tutti tutti non li sanno... sono arrivati fino ad un certo punto... poi basta... in effetti sapevano dell'Australia, dell'America... che c'erano varie cose, le sanno queste cose ormai... (inc.)... questa, l'ultima operazione del R.O.N.O, che sapevano i cazzi di tutti... e i cazzi... (inc.) ... però c'è un'altra cosa ancora che non la sanno nemmeno loro... qua a Reggio contano i... i Segreti... G. D. S. gliel'ha calata la questione... sei, sette... erano in totale... (inc.) ... il coso è di sette...].
È il 24 luglio del 2013, dopo aver ragguagliato la R. sulle gerarchie ‘ndranghetiste e sulle doti dei vari affiliati […questo è battezzato il locale e siamo in circolo formato... circolo formato ci devono essere almeno cinque persone (…) capo società... c'è il contabile... c'è il mastro di giornata... c'è il mastro di tirata...], l’altro soggetto intercettato la informava circa l’avvenuta affiliazione del proprio figlio A. e del proprio nipote D. M. [C.: era nel 2011... pure mio figlio è stato a sedici anni... R.: pure tuo figlio?...C.: A…, si... pure D. ... R: apposta quello è malato... perché si pensa vai a vedere che!... e come si fa?... dimmelo... C.: vabbè... sono picciotti sono... li ho fatti tanto per farli così... siccome c'era anche il nipotino per fargli capire in questo modo no... diciamo che stretti stretti siamo noi... ] e la rendeva persino partecipe dell’esistenza di un sodalizio c.d. dei “segreti” portatore del più alto e occulto potere ‘ndranghetista nella comunità reggina [C.: ... la casa però c'è un'altra cosa ancora che non la sanno nemmeno loro... qua a Reggio contano i... i Segreti... G. D. S. gliel'ha calata la questione... sei, sette... erano in totale... (inc.)... il coso è di sette... ].
Uno dei capisaldi su cui, da sempre, si fonda la struttura organizzativa della ‘ndrangheta è la sua assoluta segretezza e l’impermeabilità rispetto agli accessi esterni: «È quindi impensabile – si legge nella occ – che un esponente di spicco di tale organizzazione potesse fornire un simile patrimonio di conoscenze – sugli aspetti più reconditi e basilari del sodalizio – ad un soggetto che non ne facesse parte, condividendone il progetto criminoso».

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