Locri: La FSI sull'aggressione dell'infermiere al Pronto Soccorso

Sab, 23/09/2017 - 12:00

COMUNICATO STAMPA - Esprimiamo massima solidarietà all’infermiere aggredito al pronto soccorso del presidio ospedaliero di Locri. È l’ennesimo caso però, di una lunga serie di aggressioni al pronto soccorso che denota il grave pericolo al quale sono esposti i pazienti che accedono in questa area dell’ospedale a causa dell’assoluta mancanza di sicurezza dell’ambiente lavorativo in cui sono costretti ad operare i sanitari, oggetto giornalmente di intimidazioni, aggressioni verbali e spesso fisiche, come in questo caso, costretti spesso con violenza ad interrompere il pubblico servizio.

Un sistema sanitario provinciale ormai inefficiente, disorganizzato e paralizzato dalla assenza della politica a fronte di pazienti e cittadini esasperati dalle lunghe attese per l’agognato “posto letto”, l’assenza di risposte adeguate da parte dei servizi sanitari territoriali e dei reparti che chiudono battente per la carenza di organico. Una miscela esplosiva di carenze e disfunzioni in cui, il personale ormai allo stremo è lasciato solo come “parafulmine”. Il pronto soccorso sono sempre più territorio di nessuno, sovraffollati e senza controlli diventano un rischio sia per i pazienti i quali hanno tempi di attesa lunghissimi oppure stazionano per ore o giorni su barelle inadatte e spesso vengono visitati in sale sovraffollate o nei corridoi senza la minima garanzia di privacy.

Episodi simili ormai sono all’ordine del giorno per questo, come organizzazione sindacale lanciamo l’allarme a tutte le istituzioni competenti soprattutto per le guardie notturne, auspichiamo altresì un riscontro del direttore generale, che è il primo responsabile della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro dei dipendenti. Chiediamo che sia garantita maggiore sicurezza rafforzando il personale di vigilanza, raddoppiando la sorveglianza attraverso l’installazione di un collegamento telefonico diretto ed esclusivo tra la polizia e il pronto soccorso e attraverso l’impiego di ulteriori strumenti tecnici ed organizzativi in grado di concorrere ad abbassare il livello di vulnerabilità del pronto soccorso.

La FSI chiede che venga ridata giusta dignità sia a chi opera all’interno dell’ospedale sia ai cittadini che vi accedono e si impegna ad intraprendere tutte le iniziative anche legali volte alla tutela della salute pubblica e dei lavoratori. Continueremo ad esaminare, vigilare e denunciare affinché siano adottate tutte le misure di prevenzione necessarie e venga aumentato il contributo delle guardie giurate degli istituti di vigilanza affinché sia data la possibilità a medici, infermieri e personale sanitario di lavorare con serenità.

Il segretario territoriale

Emanuela Barbuto

Rubrica: 

Notizie correlate