Lo sviluppo della Locride potrebbe essere dietro l’angolo

Dom, 05/08/2018 - 18:00

Lo scorso 24 luglio, presso la Villa Helios di Bianco, si è svolto un workshop sull’innovazione sociale per lo sviluppo della Vallata La Verde. Uno dei relatori dell’evento è stato il professore Stefano Bonfà, ricercatore dell’Università di Oxford che già l’anno scorso ci aveva raccontato di essere impegnato nella realizzazione di un progetto che prevede lo screening satellitare di un’area geografica circoscritta per comprendere come sfruttarne le risorse per creare economia e fare prevenzione del dissesto idrogeologico.
«Dall’anno scorso a oggi - ci ha spiegato Bonfà, - abbiamo messo in moto una start up finanziata dall’Agenzia Spaziale Europea che ha sviluppato, in collaborazione con l’Università di Berlino, il sistema informatico utile a effettuare l’analisi territoriale del territorio, ribattezzato Data Cube Artificial Intelligence. Avendo a disposizione gli strumenti, oggi possiamo avviare la fase sperimentale e la mia visita in Calabria è determinata proprio dalla volontà di presentare alle istituzioni regionali l’approccio metodologico che dovrebbe essere utilizzato per avviare il progetto».
La tavola rotonda della scorsa settimana, infatti, ha visto la partecipazione di due assessorati della Regione Calabria e della facoltà di ingegneria dell’Università Mediterranea, con cui Bonfà e il centro di ricerca dell’Università di Oxford da lui presieduto hanno stabilito di avviare una collaborazione che garantisca di sviluppare l’economia dell’area a partire da una corretta visione generale del bacino della fiumara La Verde.
«Ora che abbiamo raccolto i dati - prosegue Bonfà, - è il momento di sperimentare il nostro modello di sviluppo sul territorio. Ci è stato concesso di avviare il progetto nell’area della fiumara La Verde alla sola condizione che questo possa creare posti di lavoro e condizioni di sviluppo nel comprensorio e abbiamo già fatto gli accordi necessari a sviluppare un incubatore di start up innovative che possano sopperire alla mancanza di imprese in grado di dare impulso all’economia comprensoriale. L’interesse dimostrato dal Ministero dell’Economia, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla Protezione Civile nazionale, inoltre, mi fa ritenere che il progetto possa incontrare facilmente il favore di importanti investitori, garantendo così alla Locride di essere il primo esempio europeo di sperimentazione di questo tipo».
Il Data Cube AI, infatti, trova ad oggi applicazione solo in Australia, dove il sistema, controllato da un privato, è in grado di monitorare l’andamento climatico e lo stato di salute dell’intero territorio continentale.
«Sfruttando lo screening satellitare e le nuove tecnologie - ci spiega Bonfà - possiamo finalmente parlare di pianificazione, mettendo in campo una piattaforma che non si limiterà più, come accade oggi, ad analizzare i danni di un evento catastrofico (un alluvione, un incendio, una frana…) ma studierà lo stato di salute del terreno permettendo alla Protezione Civile di fare vera e propria prevenzione».
Come ci aveva già anticipato Bonfà lo scorso anno, questo potrebbe avere anche importantissime ricadute sullo sfruttamento intensivo dei terreni agricoli, dando impulso a un settore sul quale la Locride fa grande affidamento.
«Si prenda una coltura delicata come quella del bergamotto - ci dice il professore, - sfruttando il sistema noi potremmo riuscire a individuare con la massima precisione una nicchia nella quale la coltura possa rendere al massimo per la presenza di depositi d’acqua nascosti piuttosto che di un determinato microclima, creando attorno a quell’area un modello economico di lavorazione del frutto che potremmo esportare in tutto il mondo. Questo, oltre a ridurre gli sprechi e garantire un guadagno economico immediato, permetterebbe di creare anche interesse turistico attorno all’area, favorendo dunque il sorgere di strutture ricettive o di trattamento sanitario che darebbero grande impulso all’economia dell’area dimostrando alle comunità quali sono i metodi più efficaci per poter crescere attraverso l’utilizzo di dati certi».
È proprio nell’affrontare questo aspetto, tuttavia, che il progetto potrebbe subire una dannosa battuta d’arresto.
«Per risolvere le problematiche economiche dei centri che sorgono sulle rive della fiumara, -ci spiega infatti Bonfà, - è imperativo che si venga a creare un partenariato tra pubblico e privato del quale, purtroppo, non abbiamo potuto gettare le basi per il disinteresse dimostrato dai primi cittadini dei comuni che affacciano sulla fiumara La Verde. Fatta eccezione per il sindaco di Ferruzzano, infatti, nessuno dei primi cittadini potenzialmente coinvolti si è presentato al convegno, dimostrando che ognuno vuole continuare ad amministrare il proprio comune come meglio crede, ritenendo superflua la collaborazione con gli altri. L’atteggiamento dimostrato da questi sindaci è quello del “blockchain istituzionale”, l’adozione di rigide regole non scritte che permettono a un individuo o a un’istituzione di investire come meglio crede le risorse che ha a disposizione non per perseguire lo sviluppo territoriale, ma un interesse personale. Esattamente quel tipo di atteggiamento, mi spiace dirlo, adottato dalle organizzazioni criminali e che dovrebbe essere totalmente estraneo ai primi cittadini o, peggio ancora, al Presidente dell’associazione dei sindaci della Locride, che pure avevo invitato personalmente a partecipare».
Per non perdere ulteriormente tempo, comunque, Bonfà ha fatto un accordo con Domenico Silvio Pizzi per rendere Ferruzzano comune capofila del progetto e conta adesso di proporre un seminario internazionale nel nostro comprensorio al suo rientro da Roma, dove esporrà la sua ricerca ed effettuerà la prima dimostrazione pratica del modello Data Cube AI.
Nel frattempo l’invito ai sindaci è di documentarsi e interessarsi alla questione e, impegni istituzionali permettendo, di partecipare con interesse ai prossimi incontri, perché le potenzialità del progetto sono davvero enormi e potrebbero garantire alla Locride di risolvere i tanti atavici problemi che hanno afflitto il suo martoriato territorio per troppo tempo.

Autore: 
Jacopo Giuca
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