L'indignazione del gruppo di Forza Italia e dei Giovani forzisti di San Giovanni di Gerace

Sab, 03/02/2018 - 10:40

Avremmo voluto scrivere dell'entusiasmo con il quale abbiamo accolto la notizia dell'imminente campagna elettorale. Finalmente il ritorno alla democrazia dopo anni di governi formati da soggetti non eletti dal popolo sovrano. Abbiamo respirato, tutti assieme, quell'aria che mancava da tanto tempo. Abbiamo iniziato a credere che il cambiamento fosse possibile, che finalmente avremmo avuto quella possibilità, più volte venuta meno, di sentirci rappresentati veramente. Sì, basta con le candidature calate dall'alto..., come affermava qualcuno dal palco in occasione della convention di FI di Reggio Calabria, basta con le decisioni prese a tavolino a discapito della gente e dei territori. Basta considerare la Calabria, anzi il sud della Calabria, come un bacino di voti dove tutti, ma proprio tutti possano venire a pescare, a discapito di coloro che in questa parte d'Italia vivono, lavorano, amministrano e combattono tutti i giorni per i propri diritti e quelli dei propri concittadini. Una speranza, un'opportunità, un'emozione quella di vedere la possibilità di lottare finalmente per quegli ideali e quei valori che ci contraddistinguono e che fanno parte della storia personale e politica di molti di noi. Quei valori che con sforzi abbiamo cercato di trasmettere ai tanti giovani tesserati che negli ultimi tempi hanno avvertito il bisogno di sentirsi, in piccolo, protagonisti del loro futuro, sposando un progetto ambizioso che vedeva come vero protagonista il territorio, il nostro territorio, appoggiando la candidatura di chi si è sempre adoperato in modo instancabile ogni giorno, a fianco della gente comune e dei tanti amministratori locali. Ma tutto ciò passa inosservato agli occhi di chi pensa che possa fare tutto e decidere su tutto, tanto alla fine "comando io" o meglio "comandiamo noi" e gli altri non contano.

In tutti questi mesi si è lavorato con entusiasmo, sicuri di arrivare a ridosso della campagna elettorale per le elezioni nazionali carichi di un bagaglio di fiducia e di cambiamento, dove la rappresentatività dei territori, nella scelta dei candidati, doveva essere il punto fermo e inamovibile.

"Bene, benissimo... questa volta non si sbaglierà più, il vento è quello giusto" anche alcuni dei "non credibili" sembrava avessero cambiato atteggiamento.

Ricordiamo i tanti incontri, il raduno nazionale degli amministratori di FI a Roma, la Convention di FI a Reggio Calabria, soltanto per citarne alcuni, dove, dalle parole degli addetti ai lavori, tutto sembrava andare verso un'unica direzione, quella di privilegiare i territori e di dare fiducia e conto a chi quei luoghi li amministra e li conosce, perché quei territori li vive ogni giorno, ed a chi da anni si spende con spirito di sacrificio a servizio della politica, a chi non ha mai cambiato casacca o colori.

Tutto questo è stato bello, fino a quando, inebriati dalle promesse e dalle belle parole, ci svegliamo una mattina e leggiamo sui giornali che persone come Alessandro Nicolò (ma potremmo citare il caso della forzista De Girolamo in Campania), che aveva già firmato la candidatura per il collegio uninominale Reggio Calabria/GioiaTauro al Senato, sono stati depennati all'ultimo momento, tout court, per volere di una mano o forse di coloro che si nascondono tra le bugie e le false promesse, pensando che l'unica cosa da salvare non è più la dignità, ma la propria poltrona. Per questi tutto il resto non conta.

Tutto ciò, a nostro modesto avviso, non è politica, ma rappresenta in modo chiaro e inequivocabile proprio l'anti politica. Azioni come queste sviano l'elettorato e allontanano i giovani dalla politica.

Le scelte dei candidati per le elezioni nazionali in provincia di Reggio Calabria non tengono conto della storia di FI e dei valori in essa espressi, non danno merito a chi, come l' On. Nicolò, che sin dalla nascita del partito si è sempre impegnato e contraddistinto in esso con determinazione, coerenza, lealtà, onestà e serietà, anche in momenti difficili in cui Forza Italia veniva denigrata, derisa e scartata da tutti.

Mentre tanti scappavano, Alessandro Nicolò è rimasto al timone a tenere a galla la barca che stava per affondare, assumendosi ogni responsabilità e caricandosi tutto il peso del partito.

Per tutto questo, pensiamo che il danno che si arrecherà a Forza Italia, anche in termine di risultato finale, sarà enorme; ma quello che più ci preme sottolineare è il grave danno che si compirà nei confronti della nostra provincia, sempre più emarginata e poco rappresentata.

Siamo veramente indignati. Basta!

 

Alì William - coordinatore provinciale FI - consigliere comunale San Giovanni di Gerace 

Prudenzini Francesco - consigliere comunale San Giovanni di Gerace 

Galluzzo Antonio Vincenzo - coordinatore comunale FI San Giovanni di Gerace 

Il Gruppo Forza Italia San Giovanni di Gerace 

I Giovani forzisti San Giovanni di Gerace

 

 

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