L'ennesima angheria di Equitalia in dirittura d'arrivo

Mer, 22/05/2013 - 10:06
La denuncia dell'Unione nazionale consumatori Calabria

Nonostante Equitalia sia in dirittura d’arrivo, manca ormai poco più di un mese alla scadenza del 1 luglio 2013, a decorrere dalla quale diverranno operative tutte le novità normative riguardanti la riscossione delle entrate degli enti locali che sono state definite e più volte modificate nel corso del 2011 e del 2012, continua a dare il meglio di se, mettendo in campo l’ennesima angheria a danno dei contribuenti, attraverso la non tracciabilità postale delle cartelle esattoriali inviate a mezzo posta raccomandata.
A sostenerlo è l’avv. Saverio Cuoco il quale precisa che dal I° Luglio 2013 Equitalia società posseduta al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’INPS, dovrà abbandonare i Comuni nel servizio di riscossione dei tributi, anche se non è da escludere una nuova proroga del periodo transitorio, sino alla fine del 2013.
I Comuni dovranno gestire le attività di accertamento e riscossione delle proprie entrate o direttamente o affidandole, a soggetti esterni, valutando anche l’opportunità di procedere alla gestione diretta, con l’eventuale supporto di servizi esterni, sia delle attività di accertamento che di quelle di riscossione volontaria e coattiva.
In alternativa, nel caso della mancanza di risorse interne, il Comune può valutare l’ipotesi di esternalizzare in parte o in tutto le attività di accertamento e riscossione volontaria e coattiva delle proprie entrate.
In questo contesto di imminente divorzio tra Comuni ed Equitalia, in conformità al famoso detto il “lupo perde il pelo ma non il vizio”, improvvisamente per le sole cartelle esattoriali è venuta meno per il contribuente la possibilità di poter monitorare e controllare attraverso il sito di Poste Italiane, la tracciabilità della suddetta raccomandata.
Tale circostanza assume notevole rilievo per il cittadino, soprattutto a seguito delle ultime pronunce della Corte di Cassazione che bocciando alcune sentenze dei Giudici Tributari, ha ritenuto legittime le notifiche per posta, da parte del concessionario della riscossione, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Succede infatti che il contribuente che ricevi una cartella esattoriale da Equitalia e non provveda immediatamente ad annotare la data di ricevimento della stessa, dalla quale decorrono i termini per l’eventuale opposizione, è impossibilitato
successivamente a poter risalire all’esatto giorno in cui è avvenuta la notifica, perché sulle buste da parecchi anni ormai non compare più alcun timbro postale sostituito per le raccomandate da un codice a barre, pertanto l’unica condizione per stabilire il giorno di consegna rimaneva la tracciabilità attraverso il servizio di Poste Italiane.
Adesso tutto ciò non è possibile per le raccomandate inviate da Equitalia e contenenti cartelle esattoriali.Tale distrazione induce in errore il contribuente che non potendo stabilire l’esatto giorno di notifica della cartella esattoriale, rischia erroneamente di fare decorrere i termini di una eventuale opposizione alla stessa o di inoltrare il ricorso oltre i termini consentiti, con la certezza di ottenere dai Giudici Tributari una sentenza di inammissibilità per decorrenza dei termini previsti.
Pertanto nel richiamare l’attenzione dei contribuenti ad annotare immediatamente all’atto di ricevimento di una raccomandata inviata da Equitalia, il giorno dell’avvenuta consegna della stessa, in modo da essere sicuri sulla data di inizio della decorrenza dei termini di opposizione, ci auguriamo afferma l’Avv. Saverio Cuoco che tale astuzia sia l’ultima messa in atto da Equitalia che ormai in dirittura d’arrivo sta per abbandonare i Comuni nel servizio di riscossione dei tributi.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha sempre sostenuto la lotta agli evasori fiscali, ma bisogna anche verificare caso per caso, attraverso un comitato etico di cui facciano parte anche le associazioni a tutela dei consumatori, chi può pagare e chi non può farlo, in modo da non mettere sul lastrico nessuno né far chiudere imprese a chi si trova in difficoltà, in ottemperanza al  D.Lgs. n° 150 del 2009 che impone alle Amministrazioni, di ascoltare le associazioni rappresentative nel Consiglio Nazionale dei consumatori e degli utenti, ai fini della trasparenza e l’integrità, allo scopo  di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione, attraverso un adeguato livello di trasparenza della stessa.
Intanto sono pochi i comuni che si sono attrezzati per "mettersi in proprio" visto che Equitalia non si occuperà più della riscossione, con il rischio del caos totale, eppure la scadenza di Equitalia era già nota da due anni ma è stata ignorata nella maggior parte dei casi.
Auspichiamo inoltre che il cambio di guardia nella riscossione dei tributi, faccia venir meno in modo definitivo tutte le nefandezze alle quali abbiamo assistito negli anni durante la gestione Equitalia ed alle quali ci siamo opposti nelle sedi
competenti, ovvero, per citarne alcune: le notifiche degli atti avvenute in maniera irregolare,  il calcolo degli interessi errato, i pignoramenti immobiliari illegittimi, l’abuso dei fermi amministrativi agli autoveicoli, i pignoramenti sui conti correnti di stipendi e pensioni, le pretese a titolo di aggio sulla riscossione di costi non giustificati ed esorbitanti la cui legittimità è sottoposta attualmente al vaglio della Corte Costituzionale,  l’avvenuta prescrizione dei crediti vantati, more e interessi spropositati, il triste fenomeno delle “cartelle pazze” ed a piacimento, chi più ne ha più ne metta.                                                         

                       

Autore: 
Il Presidente Regionale Saverio Cuoco
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