La rete del Greco: “I nostri prodotti vengono scelti se raccontano una Storia”

Dom, 01/07/2018 - 12:40

La valorizzazione delle risorse locali è senza dubbio il principale veicolo che permettere di conoscere e divulgare le eccellenze territoriali, di creare un legame tra uomo e natura, di condensare le identità di una popolazione in un semplice prodotto.
Il nostro territorio, benché saturo di prodotti autoctoni come il Cacio Cavallo di Ciminà o il Greco di Bianco tanto per citarne qualcuno, dovrebbe incitare le micro-imprese della Locride che operano nel settore agroalimentare e vitivinicolo, a interagire e cooperare al fine di creare un prodotto conoscibile e commercializzabile come “Made in Calabria”.
Nello scenario postmoderno, il consumatore non si accontenta più di consumare un mero prodotto, ma cerca un rapporto legato all’esperienza. Per capire come valorizzare il rapporto prodotto/territorio, abbiamo intervistato Francesco Scordino (Vice-Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Locri), Carmela Murdaca (specializzata nella promozione del Made in Italy) e Ferdinando Maisano (Presidente della Rete di Impresa del Greco di Bianco) che, in occasione del Trentennale dell’Ordine dei Commercialisti, celebratosi nel giugno 2016, hanno lanciato il sistema “Rete di Imprese”.
In che cosa consiste il sistema “Rete di Imprese”?
Fare rete vuol dire agire in due ambiti, quello commerciale e quello sociale. Il primo prevede una connessione tra le varie attività produttive locali e le sue peculiarità, puntando alla valorizzare delle risorse professionali del territorio per creare posti di lavoro. L’idea di fondo consiste nello sfruttare le potenzialità del modello “museo diffuso” utilizzando come baricentro il Museo del Vino di Bianco - inaugurato lo scorso 9 giugno -per creare una serie di collegamenti tra le città e il territorio. Il secondo permette una partecipazione alla rete anche per coloro che non partecipano al progetto, perché offre la possibilità di seguire dei corsi, come quello fitosanitario, a chilometro zero.
Ci spieghi meglio in concetto di museo diffuso?
Si tratta di vendere non solo il Greco ma tutto il territorio, e lo dobbiamo fare creando rete al di fuori del mondo vitivinicolo coinvolgendo altri settori: oltre quello agro-alimentare, anche quello della ristorazione e alberghiero, promuovendo i centri storici e il ricchissimo patrimonio di palmenti rupestri della Locride.
L’utente sarà collegato con l’enoteca regionale e potrà prenotare una degustazione guidata che, partendo dal Museo del Vino di Bianco, gli dia la possibilità di ammirare le antiche ville romane, gli scavi di Locri Epizefiri, i palmenti, i nostri borghi, i centri termali, i paesaggi naturalistici, il tutto accompagnato da una degustazione eno-gastronomica.
Quali sono i vantaggi che un sistema come il vostro porterebbe al nostro territorio?
Innanzitutto l’elasticità, infatti, si può decidere se partecipare o meno a qualche progetto all’interno della rete; l’ottimizzazione degli acquisti, perché comprando insieme qualunque tipo di prodotto si possono ridurre i costi; l’interazione e lo scambio di esperienze che derivano da un confronto mentre si è seduti a un tavolo. Ci sono anche vantaggi fiscali: uno di questi permette, una volta assunto un dipendente, di “spostarlo” tra le varie imprese che partecipano al progetto di Rete.
Il progetto prevede la valorizzazione di un prodotto specifico, ovvero, il vino Greco di Bianco Doc. Quant’è diffusa la sua promozione e cosa si potrebbe fare per incentivarla?
Bisogna fare una premessa importante: il turista che viene da fuori cerca la tipicità del luogo. Come territorio siamo di fronte a una triste realtà. In nessun ristorante di Bianco viene proposto il Greco di Bianco, tantomeno lo fanno i ristoranti dei comuni limitrofi. La sua promozione, quindi, si riduce non solo a una campagna di comunicazione scarna e debole, ma a una diffusione pressoché inesistente. L’idea del museo diffuso e un’adeguata campagna di marketing, sicuramente contribuirebbero a colmare questo deficit. Ci sono altri due fattori che ostacolano la promozione del Greco. Innanzitutto la produzione è molto circoscritta ovvero, il prodotto conserva le sue proprietà solo se piantato a Bianco; un altro aspetto è legato alla sua consumazione: generalmente il Greco viene accompagnato ai dolci. Per permettere al consumatore di cogliere appieno le caratteristiche del vino e comprenderne le metodologie di degustazione, dedicheremo delle giornate alla “meditazione del Greco”.

Autore: 
Gaetano Marando
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